Tracy Chevalier in “L’ultima fuggitiva”
Una romanzo mozzafiato in cui il lettore verrà catapultato negli Stati Uniti del diciannovesimo secolo: sono gli anni dello schiavismo. Tra scene terribili, pagine storiche tragiche ed un pizzico di fantasia, Tracy Chevalier fa ancora centro.
Un balzo tra fantasia e storia con Tracy Chevalier in compagnia del suo recente romanzo “L’ultima fuggitiva”. Un nome sconosciuto? Niente affatto, si tratta del resto di una tra le scrittrici di romanzi storici più apprezzate nel mondo; il suo successo ormai non ha più alcun confine e le sue storie hanno commosso chiunque, anche i più duri di cuore. Tasti dolenti, piaghe ancora aperte, pagine di storia insanguinate e violente in cui fatti e segreti strepitano per essere svelati una volta per tutte; quanti retroscena lasciati a sé stessi? Quante storie non raccontate? Ebbene, questa è l’operazione compiuta da Tracy Chevalier; raccontare frangenti storici reali con i suoi personaggi; esattamente come avviene nel romanzo “L’ultima fuggitiva”. Questa volta l’autrice fa imbarcare il lettore alla volta degli Stati Uniti del diciannovesimo secolo, precisamente nel 1850, in compagnia di Honor e di sua sorella Grace, dirette a Faithwell Ohio per un incontro speciale; un viaggio infinito che a causa di una malattia improvvisa vedrà la morte di Grace a lascerà Honor sola, in Ohio, in un’America ancora retrograda, razzista, dove i <> vengono sfruttati nei campi di cotone, dove i diritti seguono il colore della pelle e, ancora, dove per le strade si possono vedere corse sfrenate di cacciatori di schiavi a cavallo intenti a catturare qualche altro nero in circolazione o peggio ancora, fuggito dal proprio luogo di lavoro, in fuga dal regime terribile ed animalesco cui era sottoposto. Ebbene, proprio in questo spaccato la grande scrittrice pone la storia di Honor, una giovane ragazza inglese, abituata ad una vita tranquilla, raffinata, forse troppo per la rozzezza delle città americane, dove fango e volgarità sono pane quotidiano. Nonostante tutto Honor, sorpassando mille vicissitudini rimane con un obiettivo molto semplice: aiutare nella fuga gli schiavi neri. Riuscirà nel suo intento fino alla fine? Sarà in grado di battere il pensiero <> di Faithwell? Insomma, un viaggio mozzafiato, che condurrà il lettore nel bel mezzo dell’America schiavista, tra immaginazione e triste realtà storica, che ancora oggi, dopo anni, è bene che continui ad essere narrata.