Terremoti Emilia: continui danni e paure
Le ripetute scosse che stanno avvenendo in Emilia Romagna a partire dal 20 maggio sono causa di sconforto e di paura sia per i residenti dell'Emilia, ma anche per glli abitanti dei paesi vicini. Alcune di queste sono state talmente forti da essere state avvertite in tutto il Nord Italia come: Bologna, Milano, Genova, Firenze, Padova e Trento. I danni sono immensi ; infatti, le scosse hanno causato oltre 520 milioni di danni nelle campagne, 150 milioni di euro di danni alla produzione del famoso Parmiggiano Reggiano e 15 milioni di euro di perdite nel settore dell'aceto balsamico. Oltre a questi danni economici, si sono verificate anche numerose perdite a livello artistico, come il crollo della settecentesca torre dell'orologio a Novi di Modena, già pericolante per il simsma dei giorni precedenti.Inoltre, più di 16 mila abitanti sono costretti a vivere nelle tendopoli, oppure negli alloggi allestiti davanti ai giardini delle proprie abitazioni perchè hanno perso tutto ciò che avevano e che, con fatica, avevano conquistato. Ma come reagisce l'Italia di fronte ad una simile catastrofe? “Nessuno, Istituzioni, governo e cittadini lascerà solo nessuno”. E’ quanto ha dichiarato il premier Mario Monti, parlando alla comunità di Sant’Egidio tornando sul terremoto che ha interessato l’Emilia. Le parole di Monti arrivano subito dopo che il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto con una serie di norme in favore delle popolazioni colpite dal sisma. A copertura degli interventi previsti, oltre all’aumento di due centesimi sull’accisa della benzina, saranno utilizzati i fondi resi disponibile dalla spending review. Ci sarà poi la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica, delocalizzazione facilitata delle imprese produttive. Rinviati a settembre i versamenti fiscali e i contributi. Il Governo ha stabilito l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo e varato una serie di misure attraverso l’applicazione di un decreto legge. A Bologna intanto è stato attivato un Centro di Coordinamento Soccorsi per l’emergenza terremoto e contestualmente le strutture della protezione civile continuano ad operare con un ulteriore potenziamento delle forze. Le strutture di accoglienza già attive sul territorio sono state potenziate ciascuna del 20% per un totale di ulteriori 1250 posti letto. L’eventuale restante fabbisogno assistenziale sarà soddisfatto con il ricorso alle strutture alberghiere regionali, fanno sapere da Palazzo Chigi. In questo contesto il morale delle persone è "a terra": nessuno sorride più e la paura di una nuova scossa è costante, ma grazie ai numerosi volontari della protezione civile, per esempio, molti bambini possono giocare per alleviare la sensazione di tristezza e di sconforto. Questa situazione ha cambiato radicalmente l'Emilia, che difficilmente tornerà quella di una volta.