Tagli alla politica
Stop ai vitalizi, taglio del 10% sulle indennità e abolizione del trattamento di fine mandato. La soddisfazione di Sante Zuffada
Approvato il progetto di legge per la riduzione dei “costi della politica”
Stop ai vitalizi, taglio del 10% sulle indennità e abolizione
del trattamento di fine mandato
Il via libera da tutte le forze politiche, unica astenuta Sel. Il provvedimento andrà in Consiglio Regionale il prossimo 6 dicembre. La soddisfazione del Presidente della Commissione II° Affari Istituzionali Sante Zuffada
(MILANO, 24 novembre 2011) – Stop ai vitalizi e abolizione completa del trattamento di fine mandato. Sono queste le novità contenute nel progetto di legge per la riduzione dei cosiddetti “costi della politica” approvato stamane dalle Commissioni Affari Istituzionali e Bilancio riunite in seduta congiunta sotto la presidenza dei rispettivi presidenti, Sante Zuffada (PdL ) e Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), e alla presenza di tutti i Capigruppo.
Il provvedimento, che adesso andrà in Aula per il voto finale il prossimo 6 dicembre, prevede già dal 2012 un taglio del 10% delle indennità e giro di vite nei confronti dei consiglieri “assenteisti” che vedranno decurtarsi la diaria. Abolita anche la cifra che veniva erogata come indennità di missione e che equivaleva a 11 viaggi aerei Milano -Roma. Il taglio a indennità, diaria e viaggi a Roma porterà a un risparmio annuo di poco più di 1 milione di euro. La novità sostanziale e importante di questo provvedimento è che le indennità dei consiglieri regionali della Lombardia d’ora in poi non saranno più legate a quelle dei parlamentari ma avranno come unico adeguamento i parametri Istat, come avviene per tutti gli altri lavoratori.
Rispetto ai due testi usciti dal Comitato ristretto, le Commissioni hanno optato per il provvedimento più snello, due articoli soltanto.
Unica astenuta sul provvedimento Sel. Soddisfatti del voto il presidente Sante Zuffada, che ha sottolineato come “il provvedimento sia stato approvato nei tempi prestabiliti”.
“Il voto in Aula – ha detto Zuffada – era previsto per il 29 novembre ma slitta il 6 dicembre. Tuttavia, non cambia nulla perché in ogni caso la legge entrerà in vigore il primo gennaio dell’anno prossimo, come era stabilito”.