Referendum: questo sconosciuto
Cosa ne sa davvero la gente sulle votazioni del prossimo 12 e 13 giugno? Siamo andati a chiederlo alle persone comuni
Cosa ne sa davvero la gente sul referendum del 12 e 13 giugno? Siamo andati a chiederlo per le strade alla gente comune, quella che si intende poco di questioni tecniche, di politica, e che si affida ai mezzi di comunicazione come stampa e telegiornali per essere al corrente su quello che succede in Italia. “So che si vota per l’acqua, per il nucleare e per il legittimo impedimento –ci dice Fernando, over settanta, che ce ne parla con Antonia, Anna, Angela e Lucia- Sono questioni importanti e di interesse, ma l’informazione è poca. Noi andremo sicuramente a votare: staremo attenti ai tg e ai giornali nei giorni precedenti le votazioni”. E poi c’è Stefano, 47 anni, che si dimostra molto più al corrente sulla questione, uno dei pochi: “Ho sentito delle votazioni, sono stato attento ai canali di informazione e, quando l’informazione non la trovavo, me la sono cercata da solo. È vero che se n’è parlato molto di più in seguito alla tragedia in Giappone… ma penso che le cose non è detto che bisogna ripeterle tutti i giorni, se interessa la questione le informazioni si trovano!” Pierangelo, 40 anni, sta leggendo un quotidiano: “Non mi sento informato, sfogliando i giornali qualcosa trovo, spero che l’informazione aumenti a ridosso del voto”. Katiuscia, 39 anni, e Valerio, 62, ci dicono che “Pensavamo non li facessero più questi referendum, parlavano di annullarli… e quindi non ne sappiamo davvero niente”. Neanche i giovani ne sanno di più: “So che dovremo andare a votare, ma per ora non ho avuto informazioni precise dai telegiornali o dalla stampa. O forse sono io che queste informazioni non le ho cercate” ci spiega Silvia, 22 anni. “Quelli a cui interessano le problematiche in gioco sono informati –ci dice Piera, 60 anni- qualche volta passano degli spot informativi alla tv, ma molto di rado. Penso che non si voglia far sapere esattamente che cosa implicano questi referendum… Comunque mi esprimerò e voterò sulle questioni su cui mi sentirò informata”.
ECCO TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER VOTARE IL 12 E 13 GIUGNO
Referendum: questo sconosciuto. La gente si dichiara poco informata sulla questione e anche sui canali ufficiali non è tanto semplice reperire informazioni. Se ne parla poco, forse qualcuno non sa neanche che i cittadini sono chiamati alle urne. Per di più, la domanda riportata sulle schede del voto è spesso posta in termini troppo tecnici e burocratici: per non rischiare di rinunciare al proprio diritto al voto a causa della disinformazione, vi spieghiamo noi in termini semplici su cosa siamo chiamati a esprimerci. Innanzitutto, quando si vota: domenica 12 giugno dalle 8 alle 22 e lunedì 13 giugno dalle 7 alle 15. Per votare è necessario presentare un documento di identità e la tessera elettorale (chi l’avesse smarrita o non l’avesse ricevuta, può contattare il Comune di residenza). Le schede che vi verranno consegnate sono 4: la prima scheda, di colore rosso, e la seconda, di colore giallo, vertono sulla questione del servizio idrico; la terza, grigia, riguarda il nucleare, mentre l’ultima, di colore verde chiaro, la norma sul legittimo impedimento. Ricordiamo a tutti che in Italia i referendum possono essere solo abrogativi, ovvero si chiede al cittadino se vuole eliminare, cancellare una legge (o parte di essa) già esistente. Passiamo brevemente in rassegna tutte le schede. Nella n°1 si parla di “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: votare SI significa bloccare la privatizzazione dell’erogazione del servizio idrico, dell’acqua, insomma, attualmente in corso; votare NO significa esprimere il proprio accordo con le norme che prevedono l’appalto dei servizi idrici a ditte private. La n°2 verte sulla “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: votare SI significa essere contro al fatto che la tariffa idrica sia calcolata in base al recupero del ca¬pi¬tale in¬ve¬stito e sia proporzionale ad esso; votare NO significa essere favorevoli a tale calcolo dei costi. Nella scheda n°3 si vota per “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: votare SI significa impedire la costruzione di centrali nucleari in Italia; votare NO significa esprimere il proprio consenso all’utilizzo dell’energia nucleare. Infine, la scheda n°4 sarà su “Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale”: votare SI significa essere contrari alla norma del legittimo impedimento, mentre votare NO significa essere favorevoli a tale norma. Ricordiamo, inoltre, che la decisione popolare avrà effetto solo al raggiungimento del quorum di 50%+1 dei votanti per ciascuna problematica/scheda.