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Patronati mobilitati

Il responsabile territoriale dell’INAS CISL Dario Turco con il Segretario Generale dell’UST CISL Legnano Magenta Giuseppe Oliva denunciano: “Situazione insostenibile, con questo gioco a scaricabarile ci va di mezzo soltanto il cittadino. Domani mattina presidio in piazza Missori a Milano davanti alla sede Inps e chiusura simbolica degli uffici di Patronato territoriali”
‘NON SIAMO L’INPS, SIAMO IL PATRONATO DEI LAVORATORI’ Il responsabile territoriale dell’INAS CISL Dario Turco con il Segretario Generale dell’UST CISL Legnano Magenta Giuseppe Oliva denunciano: “Situazione insostenibile, con questo gioco a scaricabarile ci va di mezzo soltanto il cittadino. Domani mattina presidio in piazza Missori a Milano davanti alla sede Inps e chiusura simbolica degli uffici di Patronato territoriali” (Legnano, 9 Novembre 2011) - “Una situazione insostenibile che sta ricadendo sulle spalle del Patronato ma più ancora sugli stessi cittadini che sono diventati le vere vittime della riorganizzazione dei servizi d’informazione e presentazione delle istanze all’Inps”. E’ quanto denuncia Dario Turco, Responsabile Territoriale dell’INAS CISL dopo che nel gennaio scorso, in tutta l’area metropolitana, l’INPS ha avviato una totale “telematizzazione” dei suoi servizi, tutto questo con pesanti conseguenze sui quegli “utenti deboli” (in particolar modo gli anziani) che, di norma, erano soliti rivolgersi agli sportelli dell’INPS per la risoluzione delle proprie pratiche. “Alla luce di questo nuovo scenario – spiega Turco – tutti gli uffici di Patronato si sono ritrovati con un carico di lavoro ulteriore così da far fronte alle richieste di questa fascia di popolazione più disagiata. Ma noi non siamo una succursale dell’INPS. Questo è bene chiarirlo – precisa Turco – non per nostra cattiva volontà, bensì perché il Patronato ha altri compiti, senza contare che avanti di questo passo la nostra struttura organizzativa rischia di collassare”. E’ alla luce di queste considerazioni che domani mattina i servizi di patronato di CGIL, CISL e UIL insieme alle ACLI hanno indetto una mobilitazione generale. “Saremo in Piazza Missori davanti alla sede regionale dell’INPS con un nostro presidio, inoltre, – spiega Turco – effettueremo una chiusura simbolica dei nostri sportelli sul territorio. E’ necessario che tutti si rendano conto che se salta il Patronato, che in questa fase è oberato da questo sovraccarico di lavoro, i cittadini non ancora pronti alla presentazione delle proprie pratiche on line si troveranno completamente allo sbando”. E’ per questa ragione che le sigle sindacali sopra elencate hanno inviato una lettera rispettivamente alla Questura di Milano, al Prefetto e al Direttore INPS dell’Area Metropolitana per denunciare questo stato di cose. “Il comportamento dell’INPS è grave anche perché in tutta questa vicenda è mancata completamente la concertazione. Si è giocato a scaricabarile senza in qualche modo sostenere l’ondata d’urto che sta ricadendo sulle strutture patronali. Solo guardando al nostro territorio, oggi, il ‘front-office’ dell’INPS, nelle sedi di Legnano, Magenta, Parabiago, Castano Primo e Abbiategrasso, funziona solo al mattino. Guardando poi all’area metropolitana, l’80% dei servizi sono stati già ‘telematizzati’ o in alternativa funziona soltanto un numero verde”. “Non è questo il modo di affrontare i problemi – conclude il Segretario dell’UST CISL Legnano Magenta Giuseppe Oliva – è brutto trovarsi tutti i giorni costretti a mandar via gente per una questione che non siamo stati noi a creare e che, evidentemente, da soli non possiamo governare. La supposizione che i cittadini avrebbero fatto da sé utilizzando il codice PIN, per svariate ragioni si è rivelata quanto meno imprudente”. La giornata di mobilitazione di domani associata alla richiesta d’incontro urgente con Questore, Prefetto e Direttore dell’INPS dell’Area Metropolitana sono pertanto volte a bloccare l’iniziativa in atto e rivendicano l’avvio di un percorso di dialogo tra i soggetti interessati poiché l’attuale assetto non è stato concordato con i Patronati a livello nazionale, né rispetto alle date, né rispetto alle prestazioni individuate”.