L'Eicma al suo 73esimo giro
La fiera del motociclismo arriva al suo settantatreesimo giro. Un'edizione che ha storia da raccontare, insieme a quella dei suoi piloti.
Quest'anno l'area espositiva era più smagrita, soltanto sei padiglioni all'appello (9-11-13-15-22-24), ma non era certo in proporzione il numero di gente che vi ha preso parte. La crisi taglia di netto i costi ma non toglie la passione per le due ruote. Ogni stand con il suo ultimo cavallo di battaglia, il proprio capolavoro da mostrare in anteprima mondiale a Rho Fiera. A mescolarsi tra le novità disponibili dal prossimo anno, fa specie lo "scheletro" in terracotta che presiede in un padiglione giapponese: sono rarissime le case madri che ad oggi lavorano sull'argilla che viene modellata in rapporto al materiale finale della moto. Proseguendo, la moto con cui Davide Biga ha fatto il giro del mondo. Caratteristiche: cartina arrotolata sopra il contachilometri e vetri sporchi di terra. Una Ducati ribattezza "Ostro del Vento" e una parte di testo "E' rappresentato come un giovane impetuoso che versa una giara colma d'acqua librato su un ammasso di nubi".
Andando verso il futuro, Ducati, uno degli stand più grandi, si lasciava ammirare le "bestie a due ruote" tinte di un verde fluo e nero opaco (una delle caratteristiche di spicco, utilizzata anche per la vespa style disegnata da Giorgio Armani); Moto Guzzi, con le sue alcune ancora "nascoste" e in fervore per la presentazione ufficiale; MV Agusta di un rosso fiammante. Si tratta di Brutale 800 e Dragster RR LH44, alcune delle protagoniste di scatti inediti per l'esposizione. A tenerle testa, come un Vale Rossi nell'ultimo Motomondiale, non potevano che essere le moto ufficiali del Gran Premio. Erano tutte lì, una accanto all'altra, tranne la vittoriosa, la Yamaha YZR-M1 di Lorenzo al piano superiore. Alle 10,30 in punto, Stephan Schaller, numero uno dei marchi più conosciuti al mondo, BMW per la precisazione, "scoperchia" ciò che con la casa madre ha tenuto in pentola per questi ultimi anni: una Scrambler (figlia della già nota NineT), e i dettagli su cui punta l'attenzione l'AD BMW, sono "riferiti alla comodità sulla posizione di guida, in cui troviamo un manubrio più alto, confermando invece il serbatoio in acciaio nel modello precedente, risaltando sul lato il doppio terminale". Dettagli tecnici e subito spiegati da Schaller che ha presentato ben tre modelli nuovi di moto, prima rinchiusi in gabbie di legno. Non ha ipnotizzato solo il marchio tedesco, bensì anche un altro colosso motociclistico ha sfoderato le migliori carte. Il suo nome è Kawasaki. Lo stand, ricco di belle ragazze che però non hanno rubato la scena alle belle moto, era parcheggiato da veri e propri bolidi giapponesi. Una ZX-10R ha letteralmente stregato i flash dei fotografi: velocità, legata ad un motore ancora più sofisticato per raggiungere in poco tempo gli oltre 300km/h, con un'ottima pompa freno radiale, il Brembo M50, all'altezza della capacità di guida sicura. I mostri su strada, senza competizione alcuna, erano anche le biciclette tradizionali ed elettriche (Acebikes), così come per le Motocross, che sempre più prendono piede a livello "elettrico" e che anche loro hanno puntato tutto sul designer lineare. Insieme alla grande famiglia a due ruote, c'erano i parenti stretti, gli sponsor e i chioschi di gadget per tutte le occasioni in moto o in bici. Sì perchè il centauro moderno ama rispecchiarsi nella sua moto, andando (a volte maniacalmente) a indossare indumenti che richiamino il dress code della sua bella. Nel primo giorno di Fiera, Paolo Sesti che da qualche anno è alle redini della Federazione Motociclistica Italiana, precisa in una nota "quanto sia importante costruire, in qualità di FMI, i giovanissimi di oggi, proprio con quei valori che ritengo indispensabili per uno sportivo e per una persona di valore". Parole che incorniciano perfettamente il quadro della grande famiglia motociclistica (e non solo!)