L'addio a Whitney Houston
Si è spenta un'altra stella del firmamento musicale mondiale
E’ finito tutto dove era cominciato, in una chiesa di mattoni rossi di Newark nel New Jersey dove lei aveva mosso i primi passi, avvicinandosi alla musica cantando il gospel. Si sono svolti sabato 18 febbraio a porte chiuse i funerali di Whitney Houston, la regina del pop trovata morta a 48 anni in una stanza d’albergo a Beverly Hills una settimana fa: una morte annunciata, forse, che sicuramente ha generato profondo sconcerto nel mondo della musica. Nata nel 1963 e proveniente da una dinastia di celebri cantanti a cominciare dalla madre Cissy, dalla cugina Dionne Warwick e dalla madrina Aretha Franklin, Whitney è entrata nel Guinness dei Primati come l’artista più premiata del mondo, vincendo in carriera 6 Grammy e vendendo ben 190 milioni di dischi. Nota per l’ estensione e controllo vocale, la cantante ha raggiunto l’apice del successo negli anni ’80: tra le sue hits indimenticabili si ricordano ‘I wanna dance with somebody’, ‘One moment in time’, ‘All at once’, ‘I’ve nothing’. Whitney Houston ha calcato anche i set cinematografici, resta nella memoria di tutti il campione di incassi ‘Guardia del corpo’ del 1992, con la splendida ‘I will always love you’. L’immagine da brava ragazza ha cominciato a vacillare dopo l’unione con Bobby Brown, dalla quale è nata Bobby Kristina, quando poi problemi di alcol e droga l’hanno accompagnata per tutti gli anni ’90. Dentro e fuori dai centri di riabilitazione, una volta ottenuto il divorzio Whitney ha cercato il riscatto professionale ottenendolo nel 2009 con l’ultimo album, ma le scelte sregolate degli ultimi anni avevano ormai segnato la sua strada. A darle l’ultimo saluto c’erano i più grandi, Stevie Wonder, Alicia Keys, Oprah Winfrey, Kevin Costner, che le hanno reso omaggio per tre ore in una cerimonia trasmessa in diretta tv da quella chiesa di mattoni rossi che aveva visto nascere la sua stella.