La vittima era Meredith...non lo dimentichiamo!
La sentenza dell'omicidio di Perugia grida "Assolti". Amanda Knox e Raffaele Sollecito dopo quattro anni di carcere sono liberi.Troppe vittime o pochi colpevoli?
«Assolti Knox Amanda Marie e Sollecito Raffaele dai reati loro ascritti ai capi A B C e D per non aver commesso il fatto.» Questa la sentenza del delitto di Perugia della Corte d’Assise d’Appello che smentisce quella di primo grado e ribalta le sorti di due giovani, dopo quattro anni di carcere.
Dalle 21.47 di ieri sera l’occhio della stampa è puntato sul volto dichiarato innocente della bella ragazza di Seattle. Un evento che ha rivoluzionato ancora una volta il senso del dolore, la voglia di giustizia e il modo di trasmettere anche le più delicate notizie: siamo nell’era digitale, è tutto in diretta. Quasi 400 giornalisti, di cui gran parte americani, hanno preso d’assalto il tribunale di Perugia e tutti i grandi e piccoli network, non solo italiani, ma anche statunitensi, si sono trovati protagonisti di una vicenda di grande rilevanza mediatica. Gli sguardi dei due giovani, il taglio dei capelli nel corso degli anni di prigionia, gli umori, gli studi, le attività carcerarie, i bisbigli, le parole, le lacrime e persino la loro salute fisica sono stati sotto i riflettori per tutto il tempo del processo, in particolar modo ieri con il capovolgimento di un verdetto importante.
Tutti vogliono sapere e i giornalisti danno loro ciò che vogliono: questo processo non è stato uno dei tanti, è stato scelto con cura per essere strumento mediatico e forse non solo. Molti gli elementi: l’orario in cui è stata emessa la sentenza, la trasmissione della stessa in prima serata, l’apertura di oggi dei quotidiani e il tifo degli Stati Uniti che dall’altra parte dell’oceano hanno potuto vedere il verdetto in tempo reale. L’aspetto mediatico ha vinto, forse più della giustizia. Questa infatti viene criticata fortemente dagli americani, ai quali per altro è giunta solo l’immagine di un’Amanda ingenua, vittima di un ingranaggio fatto di «cattiva giustizia e cattiva stampa».
E in tutta questa vicenda, alla fine (anche se di fine non si può ancora parlare perché manca la sentenza della Corte di Cassazione) il vero dramma qual è? Il fatto che siano state inquinate le prove e due ragazzi innocenti abbiamo fatto quasi quattro atroci anni di detenzione oppure il fatto che la per mancanza di prove due possibili assassini, perché fino all’ultimo tutto può essere, da oggi sono tornati a casa?
Credo che il vero dramma è nel nostro occhio. Noi capaci di passare ore attaccati alla tv per sapere se Amanda e Raffaele siano o meno colpevoli, capaci di seguire gli show che sviscerano le prove analizzate fin nell’ultimo dettaglio, capaci di dare giudizi e condannare innocenti solo per il loro modo di vivere un po’ troppo esuberante (non sono mistero le feste di Amanda e le sue liste di uomini) non siamo stati capaci di ricordarci che in tutto questo uragano mediatico c’è unica vittima certa e innocente…si chiamava Meredith Susanna Cara Kercher, aveva solo 21 anni, per tutti era “Mez, la ragazza che amava più di ogni altra cosa il cinema”.
E come un’amara beffa, le sue adorate telecamere si sono accese per trasmettere un copione amaro: ancora nessuna certezza su chi le ha strappato per sempre la vita.