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Il Decanato: una rete sociale a servizio del prossimo

Un grande filo trasparente ad unire 13 realtà, una grande rete di sostegno e di collaborazione che si sta piano piano formando: ecco che cos’è il Decanato di Busto Arsizio. Facente parte dell’Arcidiocesi di Milano e situato nella zona pastorale di Rho, questo Decanato racchiude e unisce le 13 parrocchie presenti sul territorio bustocco, compresi i due piccoli Comuni di Borsano e Sacconago e sotto la guida spirituale e direttiva di Monsignor Franco Agnesi, prevosto, decano e parroco della chiesa di San Giovanni Battista, sta cercando da qualche anno a questa parte di perseguire l’obiettivo di diventare sempre più un’unica unità pastorale, soprattutto dal punto di vista giovanile. “Sono arrivato in questa città nel settembre del 2008, dopo cinque anni come parroco a Cesano Boscone e ho trovato da subito terreno fertile per fare del bene sul territorio, sia dal punto di vista sociale che ecclesiale – commenta Monsignor Agnesi – Tante associazioni di volontariato sia ecclesiastiche che laiche, tanta gente di buona volontà e dedita al prossimo mi hanno incoraggiato da subito a mettermi all’opera e a seguire il Decanato, suddiviso in cinque unità pastorali”. Queste cinque unità sono: Centro (Sacro Cuore, San Giovanni Battista, San Michele), Nord (San Luigi e Beata Giuliana, SS. Redentore, Santa Maria Regina e San Giuseppe), Sud (Sant’Edoardo, Santa Croce), Est (SS. Apostoli Pietro e Paolo, Sant’Anna) e Borsano e Sacconago, create per migliorare la collaborazione e la cooperazione, soprattutto per quello che riguarda proprio l’ambito giovanile. “Molte sono le iniziative che abbiamo cercato di rivolgere ai giovani, in particolare a quelli che non frequentano l’oratorio o la Parrocchia, proprio per evitare che siano allo sbando, uno dei pericoli che una città come la nostra deve sapere affrontare. A tal proposito, è nato un Centro Pastorale Giovanile, dedicato proprio ad offrire dei momenti e degli spazi per incontri di tipo culturale, spirituale e di convivenza, dove anche chi non è avvezzo all’ambiente cristiano può trovare un volto amico e la Buona Novella”. Questo punto nevralgico è uno di quelli che sta più a cuore al Decanato e rientra tra le priorità che si sono poste come obiettivi da raggiungere, accogliendo la Carta di Comunione per la Missione, consegnata dall’Arcivescovo due anni fa e che le Parrocchie di Busto stanno cercando di sviluppare. “Oltre al recupero giovanile, gli altri nostri obiettivi sono il coinvolgimento nella vita cristiana e parrocchiale degli immigrati, cercando di sviluppare anche un dialogo concreto con loro, le situazioni familiari con difficoltà, per esempio i divorziati o i separati, per fare sentire loro la vicinanza della Chiesa e infine, la continua collaborazione tra le diverse Parrocchie, per lavorare tutti al bene della comunità”. Una grande rete di sostegno sociale, quindi, il fine ultimo del Decanato, da perseguire anche con l’aiuto delle numerose associazioni di volontariato presenti sul territorio, che si occupano già da molti anni di dare sostegno alle diverse fragilità sociali. “Appena arrivato, mi sono accorto subito dell’immensa risorsa e fortuna rappresentata da questa realtà associazionistica e dall’attenzione che i bustocchi hanno verso i più bisognosi, a partire dall’Amministrazione Comunale e dalle forze politiche”. Un obiettivo ambizioso, quindi, per non lasciare che qualcuno si senta escluso o abbandonato, che il Decanato e la comunità di Busto Arsizio cercherà di perseguire al meglio delle sue forze. “Ma questo non è il solo: nell’immediato vogliamo migliorare la comunicazione online, che è un po’ lacunosa, per rendere ancora più capillare e veloce la collaborazione e il dialogo tra i vari componenti di questa grande famiglia”.