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Il cielo è di tutti!

Nadia Martignoni porta in Auditorium comicità e riflessione all'interno di uno spettacolo che tocca con delicatezza e magia il tema dei diritti dei fanciulli
“Qualcuno che la sa lunga mi spieghi questo mistero: il cielo è di tutti gli occhi e di ogni occhio è il cielo intero.” – diceva magicamente Gianni Rodari, poeta per eccellenza di filastrocche per bambini nel pieno rispetto dei più piccoli e difendendo in rima i loro diritti. Ha lo stesso titolo di questa poesia anche lo spettacolo “Il cielo è di tutti, il viaggio di Remigio Remagio” tenutosi sabato 2 Aprile all’Auditorium Paccagnini di Castano Primo. Dalle 17 alle 19.30 il palcoscenico è stato il luogo delle avventure di Remigio, il quarto e sconosciuto Re Magio. La storia narra di questo bizzarro personaggio che vaga, accompagnato da una fedele serva, alla ricerca di una fantomatica Stella Cometa, per lui sinonimo di gloria onore e popolarità. E’ indifferente alle grida del mondo reale, ai problemi concreti che la vita quotidiana pone ai meno fortunati ma soprattutto è incurante delle condizioni in cui vivono molti dei bambini che in quel mondo ci abitano. Alla fine capirà suo malgrado l’importanza del rispetto dei diritti umani fondamentali, attraverso l’incontro con una serie di personaggi strampalati che gli faranno sperimentare sulla sua pelle le pessime conseguenze che la negazione di tali diritti comporta. Una grande trama tessuta per i più piccoli sotto forma di fiaba ma vissuta profondamente dai grandi per la sua morale sulla tutela del mondo minorile. Una produzione Artemisia Musica e Teatro intrisa della bravura poliedrica di Nadia Martignoni in testo, regia e recitazione e con Daniele Ornatelli nel ruolo di Remigio. Uno show per tutte le età pregno di comicità e arricchito di giochi clowneschi, piccole illusioni magiche e momenti poetici ma capace di suscitare importanti spunti di riflessione su un tema di fondamentale importanza e attualità come la Carta dei Diritti del Fanciullo. Tale documento nato nel 1924 e revisionato più volte, l’ultima nel 1989, comporta fra le molte norme in tutela dei bambini, dopo la primaria garanzia di salute, benessere, protezione dallo sfruttamento e legittimità all’istruzione, un diritto che spesso gli adulti tendono a dimenticare e che invece è l’anima di ogni fanciullo: “Il bambino ha il diritto di giocare!”.