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Generazione Harry Potter

Con l'uscita in tutte le sale dell'ultimo film della saga, finisce un'era: ieri la première a Trafalgar Square, invasa da ex ragazzini che sono cresciuti con le storie del maghetto
Sono passati più di dieci anni da quando JK Rowling ha preso la penna e ha deciso di far conoscere al mondo le storie che si inventava ogni sera per far addormentare sua figlia Jessica. Non sapeva, allora, che avrebbe creato molto più di una saga letteraria. Sì, perchè quella di Harry Potter è una vera e propria generazione: ragazzini, con poco più di un decennio di vita, si sono appassionati durante l'infanzia a quelle storie che, a poco a poco, si sono fatte sempre più serie e drammatiche a mano a mano che quei bambini crescevano e diventavano uomini. E sono, allora, ragazzi col doppio dell'età rispetto a quando iniziarono a leggere quei libri quelli che stavano accampati ieri a Trafalgar Square, a Londra, incuranti della pioggia, per dare l'addio all'occhialuto maghetto Harry e a tutti i suoi amici, personaggi che ci hanno fatto immedesimare, temere per la loro vita, commuovere e sorridere. E che, adesso, rimarranno sugli scaffali di casa intrappolati nei libri, ora che anche l'ultimo film della saga (prolungata di un anno con la divisione in due dell'ultimo tomo della serie) sta per uscire nelle sale. Alla première londinese di ieri, la Rowling ha lasciato, tuttavia, qualche speranza, affermando: "E' il mio bambino e se un giorno deciderò di tirarlo fuori di nuovo, lo farò". Speriamo allora di poter leggere un 'Vent'anni dopo' alla Dumas, speriamo di poter tornare a Hogwarts e imparare nuovi incantesimi, speriamo di ritrovare ancora Harry, Ron, Ermione, o magari, perchè no, i loro magici figli. Al momento, a noi piccoli uomini cresciuti insieme a quell'Harry Potter, secondo la storia nato il 31 luglio del 1980, che oggi avrebbe trent'anni, invecchiati con lui, non resta che andare al cinema a vedere 'Harry Potter e i doni della morte -parte 2'... o magari tuffarci in una bella maratona previa di tutti i sette film precedenti, come stanno facendo proprio in questo momento al Festival Giffoni. Al di là dei discutibili pregi letterari della serie, la Rowling ha saputo creare un mondo a sè, un affascinante alternativa alla realtà, un magico universo per evadere dalla vita di tutti i giorni. E nelle sue battaglie, nelle sue lacrime, nelle amicizie del mago dalla cicatrice a forma di saetta è riuscita a farci sentire, prima o poi, anche noi un po' Harry Potter: un po' magici... e meno Babbani!