ESPERIENZE: TESTIMONIANZA DI UN ANNO DI DOTE COMUNE
Ce ne parlano Francesca, Sonia e Federica, protagoniste del progetto presso il Comune di Busto Garolfo
Negli ultimi tempi, sono molte le vicende negative che sentiamo da più parti sul tema del lavoro: continue chiusure di imprese, cassa integrazione, fallimenti, per citarne solo alcune. Ma ci sono anche progetti interessanti che si propongono di dare uno slancio ed un aiuto verso il mondo del lavoro: ne è un esempio la DOTE COMUNE, iniziativa sviluppata e finanziata dal Comune di Busto Garolfo, oltre che dal prezioso contributo offerto dalla Fondazione Comunitaria del Ticino “Olona Onlus”.
Si tratta di un’esperienza della durata di un anno, in cui i giovani selezionati svolgono una prestazione lavorativa in ambito comunale, nelle mansioni richieste da ogni singolo progetto - in questo caso, principalmente presso l’ufficio dei Servizi Sociali - al termine del quale viene rilasciato un attestato dalla Regione Lombardia.
Ce ne parlano le tre ragazze che vi hanno partecipato: Francesca e Sonia, per le quali l’esperienza è volta al termine, e Federica, per la quale non è ancora conclusa.
Chiediamo a Sonia cosa le abbia lasciato la Dote Comune. Ci risponde che per lei, proveniente da esperienze lavorative di back office come segretaria e traduttrice, è stata utile per lo sviluppo di quelle capacità che non aveva avuto modo di approfondire prima, inerenti, soprattutto, al contatto diretto col pubblico. In questa esperienza, infatti, ha avuto la possibilità, adoperandosi prevalentemente in biblioteca e nell'ufficio dei servizi sociali, di interfacciarsi con le varie tipologie di utenza, così da poter sviluppare al meglio quegli aspetti personali che non aveva ancora avuto modo di sperimentare.
Anche Francesca focalizza l’attenzione sul contatto positivo con la gente, tra varie realtà esterne anche a quella dell’ambito comunale, e di come, a volte, ci si scontri con richieste degli utenti difficilmente praticabili e si impari a mediare senza perdere la calma.
Riguardo alla domanda sul perché consiglierebbe di intraprendere questa avventura, Sonia ci risponde che si tratta di un progetto positivo, nel quale vengono sia affidati responsabilità e compiti, che lasciata iniziativa e spazio nell'organizzazione, così da permettere di maturare a livello personale.
Francesca aggiunge che si tratta di un’esperienza lavorativa a tutti gli effetti e come tale, si devono rispettare orari, responsabilità e compiti assegnati, oltre al fatto che la certificazione che viene rilasciata dalla Regione arricchisce le competenze personali del proprio C.V..
Riguardo alle migliorie da poter adottare al progetto, Sonia ritiene che il compenso versato potrebbe essere maggiore, e che, trattandosi di un progetto comunale, se non si è interessati a proseguire in quell'ambito, l’esperienza non consente di avere continuità in quel settore. Francesca pensa che, inevitabilmente, si conoscono soprattutto le realtà comunali degli uffici in cui si opera, mentre i compiti e le procedure degli altri settori, vengono visti in modo marginale, e che, purtroppo, al termine della Dote Comune, non vi è nessuna possibilità di essere assunti.
Ci da una valutazione dell’esperienza, che per lei è ancora in corso di svolgimento, anche Federica, d’accordo con le considerazioni delle sue colleghe. “E’ positivo il contatto con il pubblico, con i diversi tipi di utenza che ci si trova ad affrontare, così come le relazioni che si instaurano fra gli stessi colleghi, sempre disponibili all'aiuto e al confronto”.
Continua poi, spiegandoci, che l’impegno è molto congruo a soddisfare le esigenze di studenti universitari, vista l’elasticità degli orari di lavoro, che consentono sia di avere tempo per lo studio che di continuare al meglio il proprio percorso di formazione nel mondo del lavoro.
Ringraziamo Francesca, Sonia e Federica per il loro contributo e per le loro riflessioni che potranno essere d’aiuto ad altri ragazzi che vogliono intraprendere importanti iniziative come la DOTE COMUNE.