Del Gobbo dice no allo sciopero
“A Magenta non ho chiuso gli uffici per non creare disservizi. Condivido appieno lo spirito di questa protesta ma non è giusto che a pagare siano i cittadini”
Magenta, 16 settembre 2011 – Nella giornata scelta dal Comitato Direttivo ANCI nazionale per protestare contro la manovra economica attraverso la riconsegna simbolica delle deleghe in materia di anagrafe e stato civile e l’altrettanto simbolica chiusura dei relativi uffici, il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo esprime le sue considerazioni.
“A Magenta non ho chiuso gli uffici per non creare disservizi. Condivido appieno lo spirito di questa protesta ma non è giusto che a pagare siano i cittadini. Si è trattato di una iniziativa per esprimere tutta la nostra preoccupazione. E’ un momento difficile e delicato: mai come negli ultimi tempi i sindaci, gli amministratori più vicini alla gente della quale conoscono aspettative e necessità reali, sono chiamati a far fronte alle conseguenze sociali della crisi ed a farlo facendo i conti però con i continui tagli ai trasferimenti statali e con il patto di stabilità. La manovra correttiva è necessaria così come i sacrifici da parte di tutti, ma penalizzare ulteriormente le amministrazioni locali significa incidere pesantemente su servizi essenziali che vanno direttamente alle famiglie. In questi anni molti Comuni e Regioni hanno fatto sacrifici con senso di responsabilità. Dunque è venuto il momento di guardare altrove, perché altrove sono gli sprechi. Chiediamo da tempo che venga adottato un metodo di valutazione che premi le virtuosità e stani invece chi è fonte di spreco. I tagli lineari sin qui attuati però rendono tutti uguali e non permettono di evidenziare chi è virtuoso e chi no. Da non sottovalutare inoltre, nel trasferimento delle risorse o negli eventuali tagli, quelle realtà, come ad esempio Magenta, che ospitano servizi e strutture (caserme, ospedale, stazione, scuole medie-superiori…) che servono un intero territorio e che gravano sul bilancio comunale.
C´è in tutti la consapevolezza che è arrivato il momento di dare avvio ad una grande stagione di riforme: il nostro impianto istituzionale è valido, ma ha bisogno di essere rivisto sulla base delle nuove sfide. I sindaci, (lo ricordo) figure elette direttamente dai cittadini e non nominate, in questi anni hanno fatto la loro parte: ora è giusto che venga tenuto conto delle loro proposte per il bene comune. Il Paese ha bisogno di crescere: mi auguro che qualche spiraglio per uscire dalla crisi e nella direzione di un’Italia più efficiente e competitiva possa venire dalla manovra ma temo che questa da sola non possa essere sufficiente”.