Salta al contenuto principale
Michelangelo Merisi da Caravaggio - Fanciullo con canestro di frutta (1593-1594), olio su tela, Galleria Borgese Roma

'Caravaggio. Una mostra impossibile' senza fine...

Il grande successo fa prorogare la mostra fino al 13 marzo
Il disarmante successo dell'esposizione rivoluzionaria 'Caravaggio. Una mostra impossibile', accolta dal Palazzo della Ragione (o Broletto) di Milano e che avrebbe dovuto chiudersi nell'ormai scorso febbraio 2011, ha convinto gli organizzatori ha prorogare la stessa fino al 13 marzo. I sessantacinque capolavori del grande maestro, riprodotti ad altissima definizione nel rispetto di dimensioni, colori e luce originali, saranno dunque ancora visibili per due settimane; realizzando quel sogno a lungo coltivato da studiosi, critici e appassionati, ma che, a causa delle disparate sedi che accolgono i capolavori del Merisi, è, appunto, quasi impossibile realizzare dal vero. Surplus di questa mostra sono i performer che, nei panni del grande maestro, accolgono i visitatori per condurli nel mondo caravaggesco attraverso aneddoti di vita vissuta e racconti sulle opere esposte. L'idea di allestire una "mostra impossibile" parte da Renato Parascandalo, ispirato dalla saggistica di Walter Benjamin che, nel suo scritto più famoso, rifletteva sul destino dell' 'Opera d'arte nell'epoca della riproducibilità tecnica'. Per il realizzatore dell'esposizione, infatti, negli anni tecnologici che stiamo vivendo “la riproduzione di un quadro dev'essere tutelata e valorizzata quanto l'originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto, perché una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d'arte può essere garantita soltanto dalle riproduzioni”. Tuttavia, a ispirare Parascandalo, è anche l'attenta riflessione sulla crisi strutturale che investe i musei di tutto il mondo e la riluttanza dei loro direttori, pubblici e privati, di cedere temporaneamente ad altri enti le loro opere; anche per i costi sempre più proibitivi delle assicurazioni. Una mostra che ha fatto e farà discutere, ma che ha sicuramente raggiunto l'obiettivo degli organizzatori: richiamare più gente possibile. Sara merito delle tecnologie o del genio ribelle che tra il XVI e il XVII secolo ha portato Milano in Italia e l'Italia nel mondo? Ognuno scelga la propria risposta!