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Cultura, Milano

La Beic di Milano

Milano guarda al futuro, con nuove prospettive, progetti ed idee. Proprio in questi giorni è stato annunciato il vincitore del progetto per la Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che sorgerà a Porta Vittoria.

Milano guarda al futuro, con nuove prospettive, progetti ed idee. Proprio in questi giorni è stato annunciato il vincitore del progetto per la Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che sorgerà a Porta Vittoria. “Ha vinto il progetto con capofila l’arch. Angelo Raffaele Lunati - spiega l’assessore milanese Pierfrancesco Maran - Si tratta di una proposta molto armonica con il parco che si sta completando, magari non particolarmente appariscente ma intimamente legato al tipo di funzione che ospiterà. Il mio collega Giancarlo Tancredi lo ha definito un progetto ‘molto ambrosiano’ e son d’accordo con lui. In fondo trovate tutta la composizione del team vincitore però io vorrei concentrarmi sul fatto che questo è un tassello di un progetto cui lavoriamo da anni per rendere questa parte di città, lambita dal passante e dalla M4, un elemento centrale del futuro di Milano. Il parco di Porta Vittoria sarà pronto a cavallo dell’estate e darà il benvenuto alla Beic. Dietro la Beic ci sarà un grande impianto sportivo e poco oltre l’ex Macello supererà i decenni di degrado grazie alla progettualità vincitrice del concorso “Reinventing Cities”, Aria. Verranno riqualificati i vecchi spazi del macello, vincolati, che diventeranno sede dello IED - Istituto Europeo di Design. Oltre 1000 case a prezzi accessibili daranno un significato di inclusione alle nuove trasformazioni di Milano, quartieri da vivere e non solo da frequentare. Poco più in là, dopo anni di discussioni, l’ortomercato sta venendo effettivamente riqualificato. E’ una visione complessiva del cambiamento della zona che oggi incastra molto armonicamente un tassello in più, quello della Beic”. A partire dal 2026, si accederà alla Beic, già scelta come nuovo centro funzionale dell’intero sistema bibliotecario dell’area metropolitana. Due torri in vetro e acciaio, unite al piano terra, ma indipendenti nei cinque piani superiori. Al culmine, due navate parallele a sezione trapezoidale che ospiteranno da un lato una grande serra e, dall’altro, un’ampia terrazza. “Il progetto vuole dare una risposta semplice a domande di tipo urbano e funzionale, con una forma iconica, ma allo stesso tempo molto chiara” sottolineano gli architetti Angelo Lunati di Onsitestudio e Pierpaolo Tamburelli dello studio Baukuh, entrambi parte del pool di progettisti vincitori. “Un edificio - aggiungono - che vuole dare un segno forte di energia al quartiere e soprattutto essere aperto alla città”. All’ingresso, i visitatori accederanno a una spaziosa sala rettangolare alta otto metri e popolata da padiglioni con spazi espositivi, una caffetteria e le stazioni di restituzione dei volumi. Da qui si aprirà la biblioteca vera e propria per la consultazione, lo studio, la lettura. Ma non si tratterà di una luogo tradizionale dove custodire una conoscenza consolidata, quanto di un laboratorio di produzione di cultura contemporanea, adatto a favorire il protagonismo dei cittadini e a coinvolgere la comunità.

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