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Fuori campo

La Roma perde la testa

Partita incredibile quella in scena all’Olimpico di Roma. E’ vero, da un ottavo di finale di Champions ci si aspettano sempre tante emozioni, ma così tante è davvero raro vederne.

Partita incredibile quella in scena all’Olimpico di Roma. E’ vero, da un ottavo di finale di Champions ci si aspettano sempre tante emozioni, ma così tante come quelle che hanno regalato Roma e Shaktar è davvero raro vederne. Dopo un avvio un po’ timido della Roma che sente addosso il peso di un campionato altalenante e di un futuro societario ancora da definire, la squadra di Ranieri inizia ad attaccare con buona continuità soprattutto grazie alla vivacità di Vucinic e ai lanci di Totti, che però gioca quasi da fermo. Intorno alla mezz’ora si sveglia anche Menez, oggi schierato largo a destra in un 4-4-2 che prevede Taddei esterno sinistro. E’ proprio in questa fase di gioco che la Roma trova il gol del vantaggio con Perrotta che sfrutta un cross di Taddei sul quale il portiere dello Shaktar sceglie male il tempo dell’uscita. Nemmeno un minuto per esultare e la squadra di Lucescu pareggia con un tiro da fuori area di Jadson deviato due volte che mette fuori causa Doni. Ancora sei minuti e lo Shaktar passa con un contropiede da magistrale di Costa che trova il sette della porta di Doni con un tiro a giro dal limite. Prima dell’intervallo è ancora lo Shaktar a sfondare. Riise incespica clamorosamente sul pallone regalandolo a Costa che serve subito dentro Luiz Adriano che mette in rete il primo pallone che tocca in tutto il primo tempo. Nella ripresa la musica non cambia. La Roma attacca con tanto cuore, spinta da uno stadio che la abbandona solo nel finale, ma trova unicamente un gioiello dal limite dell’area di Menez che a metà ripresa regala qualche speranza per la gara di ritorno, ma non salva la prestazione mediocre di tutta la squadra che per quanto si trovava di fronte il Barcellona d’Ucraina, si trattava pur sempre di una copia in piccolo neanche paragonabile al Barcellona vero e proprio.

LE NOSTRE PAGELLE:

ROMA:

DONI 5,5: Incerto nelle prese, timoroso tra i pali e insicuro nelle uscite. E’ solo la brutta copia del portiere che tre anni fa strappò alla Roma un contratto da 4 milioni di euro l’anno.

CASSETTI 5: Si fa vedere poco nella metà campo dello Shaktar e fa molta fatica a contenere le incursioni di Willian.

BURDISSO e MEXES 6: Non hanno colpa sui gol dello Shaktar. Sempre attenti in copertura su Luiz Adriano, sono tra i pochi della Roma a salvarsi.

RIISE 4: Non gioca male nei primi venti minuti, ma è troppo grave l’errore che regala ad Adriano il pallone per il 3 a 1. Da quel momento perde la testa e Ranieri è costretto a sostituirlo a inizio secondo tempo. (CASTELLINI 6: Fa il suo e sfiora anche il gol con un gran sinistro.)

MENEZ 6,5: Male fino alla mezz’ora, quando abbandona la sua posizione da esetrno destro per accentrarsi e illuminare la squadra, anche se a intermittenza. Nel secondo tempo, subito dopo la perla del 2 a 3, prende un’ammonizione sciocca che gli farà saltare il ritorno.

DE ROSSI e PERROTTA 4,5: Impalpabili. Permettono tutto ai tre trequartisti brasiliani dello Shaktar che li fanno ballare tutta la partita come se fossero due ragazzini a inizio carriera.

TADDEI 5,5: Male per tutto il primo tempo. Un po’ meglio nella ripresa, ma non entra mai veramente in partita.

TOTTI 5,5: Cuore di capitano. Nel primo tempo regala qualche lampo alla squadra e al suo stadio, ma nella ripresa cala fisicamente e non si vede più.

VUCINIC 6,5: Forse il migliore della Roma. Quando i compagni gli servono palla si fa trovare sempre pronto. Uno dei più mobili e volenterosi davanti, ma alla Roma non basta.

BORRIELLO 5,5: prende male la panchina iniziale e questo lo condiziona anche quando nella ripresa Ranieri lo manda in campo.

RANIERI 4: Incomprensibile la scelta iniziale del 4-4-2, si corregge quasi subito e appena sposta Menez dietro le punte è subito gol. Nella ripresa ne combina un’altra sostituendo Vucinic per Borriello, lasciando in campo Totti che già da una decina di minuti non ne aveva più.

SHAKTAR:

PYATOV 5,5: Il gol di Perrotta è colpa sua. Appare sempre troppo legato alla linea di porta.

RAT 6: Modera le sgroppate offensive per tenere sempre sott’occhio Menez e lo fa anche discretamente bene.

CHIGRYNSKY e RAKITSKY 6: I due difensori centrali dello Shaktar non hanno molto lavoro da sbrigare oggi, ma quel che c’è lo fanno nel migliore dei modi.

SRNA 7,5: Per una giornata cambia nazionalità e, come la maggior parte dei suoi compagni, si trasforma in un Maicon bianco e coi capeilli lunghi. Attacca, difende, una prova da vero capitano.

HUBSCHMANN e MKHITRYAN 5,5: Se la partita è così spettacolare lo dobbiamo ai mediani di entrambe le squadre che lasciano troppa libertà ai rispettivi avversari, solo che i romanisti non la sfruttano.

WILLIAN, JADSON e COSTA 7,5: Tutti e tre sono appena tornati dal mondiale Under 20 che hanno vinto con la nazionale brasiliana e subito dimostrano il loro talento su un palcoscenico importante come l’Olimpico. Serpentine, tocchi di prima, questi tre si conoscono a memoria e il risultato è spettacolo! (EDUARDO s.v.)

LUIZ ADRIANO 6,5: tocca un pallone ed è subito gol. Poi lotta molto per la squadra mettendo sempre apprensione alla difesa della Roma.

LUCESCU 8: Se lo Shaktar è definito il Barcellona d’Ucraina il merito è solo il suo. Dirige una squadra tutta composta da giocatori Under 30 e li comanda con lo spirito del condottiero pur mantenendo in loro la gioia di giocare a pallone e di provare qualche giocata per il pubblico. Un vero leader.

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