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Eventi, Legnano

'Peccati di gola'

Si intitola 'Peccati di gola' il breve percorso che inizia idealmente in cucina per concludersi a tavola quello che si potrà seguire al Castello visconteo di Legnano.

Si intitola 'Peccati di gola' il breve percorso che inizia idealmente in cucina per concludersi a tavola quello che si potrà seguire al Castello visconteo di Legnano. Nella sala sottostante lo spazio che ospita il trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati è infatti visitabile un’esposizione di stoviglie in ceramica (ciotole, scodelle, piatti, boccali, ollette) e vetro (coppetta, ansa) d’uso corrente databili fra XV e XVIII secolo, oltre a elementi architettonici in terracotta (formella, decorazioni architettoniche) tessuti e oggetti di corredo di sepolture databili tra il VII e il X secolo. Tutti gli oggetti esposti provengono da recuperi e scavi effettuati nel Castello e nel territorio di Legnano a partire dai primi anni del Novecento e fino al decennio 2001 – 2009; questo materiale, fino a oggi, era stato conservato nei depositi del museo Sutermeister. Tutte le teche sono corredate da box di approfondimento in cui si riportano passi di autori antichi che parlano di ingredienti e ricette, del piacere del cibo ben cucinato e dell’apparato che rendeva ancor più gradevole quanto presentato in tavola.

Sono state proprio le indagini archeologiche eseguite tra 2001 e 2009 nell’ala nord del Castello dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano ad aggiungere elementi di conoscenza alla complessa storia dell’edificio, la cui costruzione data 1261. Nel corso di questi scavi sono, infatti, venute alla luce tracce di una più antica frequentazione del sito; la prima testimonianza, la deposizione di una tomba in muratura, risale infatti al V/VI secolo D.C. Nella stessa area fu successivamente edificato un ambiente, databile tra VII e X secolo, di cui restano tracce della pavimentazione e delle murature. All’interno erano poste le tombe di tre individui importanti, costruite in mattoni, mentre altre, più povere, in ciottoli o solo scavate nella terra, si trovavano appena all’esterno. È stata la presenza di queste sepolture a indicare la funzione del piccolo edificio: un oratorio o una chiesa che doveva conservare memoria dei suoi defunti. La struttura fu poi sostituita da una chiesetta romanica con pavimento in cotto e navate divise da bei pilastri in laterizi alterni esagonali e quadrangolari. Si tratta della chiesa di San Giorgio, menzionata in un documento del 14 ottobre 1261, in cui è ceduta in permuta insieme con gli edifici e i terreni circostanti il convento, dai frati Agostiniani ai Della Torre, all’epoca la famiglia più potente di Milano. A questa chiesa, tuttora consacrata, si è voluto restituire la dignità originaria ricollocando in prossimità dell’altare, oggi non più conservato, quello che dell’altare stesso era depositato al museo civico, il paliotto e il tabernacolo in legno dipinto. Sono state inoltre illustrate le iscrizioni presenti nella sala relative al marchese Carlo Cristoforo Cornaggia Medici, alla moglie Teresa Sannazzaro e al figlio Marco.

"È motivo di soddisfazione per noi arricchire la sezione delle collezioni permanenti del Castello con reperti che ne raccontano la storia –afferma l’assessore alla Cultura Guido Bragato - Il Castello è un luogo che vogliamo valorizzare al massimo delle sue grandi potenzialità con proposte espositive, siano queste mostre temporanee o permanenti. L’importanza che riveste per noi questo spazio è del resto dimostrata dalla partecipazione recente a un bando regionale per il restauro delle stalle. Allo staff del museo, per il lavoro svolto in questo allestimento, va il mio grazie più sentito per la professionalità e la passione di cui hanno dato ancora una volta prova".

All’ingresso dello spazio espositivo è stata data un’indicazione didascalica al busto del 'Cavaliere con corazza', pezzo realizzato con marmo bianco di Carrara collocato in origine in una nicchia ricavata nella parte più antica del Castello. Due sono le ipotesi sull’identità del personaggio rappresentato: Oldrado III o il capitano Francesco Maria, entrambi della famiglia Lampugnani, proprietaria del castello dal 1437 al 1729.

L’ingresso è gratuito con esibizione obbligatoria del green pass. L’apertura dello spazio espositivo del Castello è: fino a marzo, dalle 15 alle 18; da aprile a ottobre (con chiusura il mese di agosto) sabato dalle 15 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

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