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Sociale, Bernate Ticino

Don Angelo al Colleoni

Dallo scorso mercoledì, dall'abitazione che la famiglia Tizzoni gli ha sempre messo a disposizione, don Angelo Ripamonti è stato trasferito nell'RSA Colleoni di Castano Primo, suo paese natale. La grande tristezza e il dispiacere in paese.

Era il settembre del 2014 quando don Angelo Ripamonti, parroco di San Giorgio Martire a Bernate Ticino, dal 2005, ha rassegnato le dimissioni per il raggiungimento del 75esimo anno d'età. Il suo prezioso aiuto è però proseguito nella comunità locale e in quella cuggionese finchè gli acciacchi fisici gli hanno permesso di celebrare le Messe.
In questi ultimi anni, purtroppo, la condizione fisica è sempre divenuta più delicata e, complice l'anno di pandemia, i riguardi nei suoi confronti sono ovviamente dovuti divenire più intensi. Dallo scorso mercoledì, però, dall'abitazione che la famiglia Tizzoni gli ha sempre messo a disposizione, don Angelo Ripamonti è stato trasferito nell'RSA Colleoni di Castano Primo, suo paese natale.
"Nessuno vuole giudicare una scelta famigliare verso un parente, ma quando si tratta di un sacerdote che per dieci anni è stato nostro parroco, che ha fatto tanto bene, amatissimo dalla gente, allora qualche domanda ce la poniamo - ci scrivono alcuni cittadini di Bernate Ticino e Casate - E' stato en accudito da un assistente coadiuvato da chi per oltre 15 anni lo ha sempre aiutato con affetto e senza interessi personali. Purtroppo in questi giorni abbiamo saputo del trasferimento nell'RSA Colleoni di Castano Primo proprio nel momento peggiore a causa della pandemia di coronavirus. Sappiamo bene che è un cambiamento così radicale di abitudini, luogo e persone, per gli anzini significa un forte peggioramenteo. Ogni giorno sentiamo parenti che hanno i loro cari in queste strutture e la grande sofferenza di non potetrli più vedere. Non si poteva attendere qualche mese? Forse si poteva agire diversamente, proprio per essere vicini a una persona a cui vogliamo molto bene. Forza don! Sei stato un sacerdote con la 'S' maiuscola, ti portiamo nel cuore e preghiamo per te!".

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