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Territorio

Gli Oratori messi 'Sotto Sopra'

Il colore dell'estate dei nostri giovani

Puntuale come la fine della scuola e l’arrivo del grande caldo, così il ‘tormentone’ estivo degli oratori feriali invade i paesi con il suo carico di colori, canti, balli e giochi insieme. Il tema proposto quest’anno dalla FOM (Fondazione Oratori Milanesi) è stato ‘Sotto Sopra, come in cielo e così in terra’: “Innanzitutto abbiamo l’idea del viaggio, un viaggio che si fa pellegrinaggio e cammino spirituale. L’immagine che guida i ragazzi lungo l’Oratorio estivo, soprattutto nei momenti di preghiera, è l’icona evangelica dei Discepoli di Emmaus”. Per questo l’Arcivescovo Dionigi Tettamanzi ne ha rimarcato i significati profondi, soprattutto verso coloro che lavorano gratuitamente per i ragazzi, volontari ed educatori: “Che il Signore ci doni in quest’estate, come animatori dei nostri oratori, di fare per primi l’esperienza di questa gioia per poterla comunicare agli altri”.

IL COLORE DELL'ESTATE DEI NOSTRI GIOVANI
C'è qualcosa che l’era moderna ancora non riesce ad intaccare e fagocitare nel suo consumismo esasperato: è l’estate dei ragazzi, il periodo dei giochi con gli amici, dei tuffi in piscina, le sbucciature sulle ginocchia e i balli di gruppo. Una certa immutabilità che ora come venti, trenta o quarant’anni fa si ripresenta con gli stessi ritmi, gli stessi sogni e le stesse aspettative. Oratori feriali e centri estivi, anche se spesso per molte famiglie (purtroppo) divengono l’unica soluzione per dove lasciare i figli durante l’orario di lavoro, sono in realtà una grande realtà educativa e di crescita. Dalle elementari alle superiori, di anno in anno, i giovani crescono, cambiano le attività loro dedicate, si confrontano con educatori e volontari che divengono punti di riferimento, apprendono compentenze nei laboratori e nelle prove della vita (le sfide, le cadute, le vittorie e le sconfitte), per poi acquisire quel senso di responsabilità che porterà loro stessi a dedicare le loro future estati ai bambini più piccoli. Gratis, con entusiasmo e passione, con la ricompensa forse più grande che è l’instaurare nuove e profonde amicizie, non virtuali, ma reali e spesso durature. Per questo le canzoni che provengono dagli oratori e dai centri, così come i tintinnare dei campanelli delle biciclette, fino ai canti di gioia di queste giovani generazioni che, molto più saggiamente di molti adulti, sanno viversi la vita così come ogni giorno gli si presenta. Il colore di questo primo scorcio di estate 2010 è così una diapositiva che si ripete da anni, con facce diverse ma medesimi particolari, per rimanere impressa in maniera indelebile negli occhi dei protagonisti. Tra poco inizierà invece il tempo delle ‘famiglie’, in cui ragazzi e bambini andranno al mare e in montagna per rilassarsi in vista del prossimo anno scolastico. In fondo, non serve per forza un computer o un videogioco per crescere, son ben altre le esperienze che aiutano a capire il senso della vita.

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