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Politica, Parabiago

Il secondo mandato Cucchi

Raffaele Cucchi ha inaugurato l'altra sera nel consiglio comunale di insediamento il suo secondo mandato da primo cittadino di Parabiago. La futura squadra di governo della città.

Nelle sue parole hanno respirato due elementi: l'emozione per la riconferma e la voglia di onorarla nel modo migliore lavorando a fondo per il bene di Parabiago e riprendendo il discorso da dove lo aveva interrotto. Raffaele Cucchi ha inaugurato l'altra sera nel consiglio comunale di insediamento il suo secondo mandato da primo cittadino di Parabiago. Con lui anche i consiglieri e gli assessori, dei quali alcuni dei quali erano già presenti nella precedente Amministrazione e altri, invece, rappresentano una novità. Per la maggioranza (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Attivamente) saranno Maria Enrica Slavazza, Giuliano Polito, Carlo Raimondi, Diego Scalvini, Roberto Mezzena, Stefania Zerbini, Manuel Bongini, Bruno Miguel Raimondi, Valentina Re, Luca Scocozza (il più giovane in assoluto), Adriana Nebuloni, per la minoranza saranno Ornella Venturini (candidato sindaco), Alessandra Ghiani e Giorgio Nebuloni (Pd), e Giuliano Rancilio (candidato sindaco) ed Elisabetta Croce (Riparabiago). Per eleggere il presidente del consiglio comunale individuato con undici voti in Adriana Nebuloni contro i cinque di Carlo Raimondi sono stati necessari tre scrutini perchè la maggioranza dei due terzi necessaria per i primi due non era emersa. Un'elezione con un piccolo "giallo" legato all'apposizione sulla scheda da parte di alcuni consiglieri, durante il voto segreto, della dicitura "Nebuloni A." che, secondo Giorgio Nebuloni del Pd, "poteva evidenziare una sorta di accordo tra due persone non rendendo così più segreto il voto". Si è così stabilito, d'accordo con la segretaria comunale, di far scrivere sulla scheda nome e cognome per esteso al fine di evitare fraintendimenti. Dunque, un Cucchi tutto emozione e determinazione si è affacciato da "primus inter pares" anche per il prossimo quinquennio al primo consiglio dopo le nuove consultazioni amministrative del 20 e 21 settembre. "Un primo ringraziamento - ha detto subito dopo avere giurato fedeltà alla Costituzione - va a tutta la comunità di Parabiago che, nonostante la presenza della pandemia e l'emergenza sanitaria, ha deciso di andare a votare con un incremento di ben 1800 persone aventi diritto di voto rispetto alle elezioni scorse". I ringraziamenti si sono poi estesi a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla buona e regolare riuscita della tornata elettorale. "Siamo al cospetto di un risultato storico - ha poi proseguito entrando nel merito politico dell'analisi - sono molto fiero di averlo ottenuto perché rappresenta il coronamento del lavoro collettivo di un lustro, non solo mio ma anche degli assessori e del consiglio comunale uscente". La parola d'ordine che ha sfornato è ripartenza. Ripartenza, ha proseguito, "da quanto abbiamo fatto e con la consapevolezza delle difficoltà derivanti dal momento dell'emergenza sanitaria". Ma, ha aggiunto, "manterremo la barra dritta concludendo i lavori in corso ed elaborando nuove progettualità per l'attuale mandato". La riflessione ha poi lasciato lo spazio a un flashback nel quale il rieletto sindaco si è soffermato sul non meno rilevante risvolto umano del suo primo mandato da sindaco: "E' stata un'esperienza bellissima di vita amministrativa che resterà nella mia memoria, un'esperienza che mi ha dato la possibilità di mettere in campo con la mia squadra interventi importanti nel campo delle opere pubbliche, del sociale e della cultura". La disamina ha lasciato spazio anche al ricordo commosso con annesso ringraziamento all'ex sindaco Franco Borghi scomparso tempo fa e a un altro ex primo cittadino, Olindo Garavaglia, "Maestro di vita con il quale, da assessore, ho avuto la possibilità di imparare molto". Commozione sincera è emersa nella sua voce facendole assumere un tremolio quando ha ricordato sia l'esperienza compiuta dell'affido familiare che, ha detto, "Consiglio a tutti per fare volare un bambino in difficoltà verso la luce del riscatto" sia ai suoi familiari e in particolare "Alle mie nipotine, alle quali chiedo scusa per averle trascurate e che mi hanno sempre supportato e sopportato nelle mie scelte". La disamina umana ha poi lasciato di nuovo terreno all'aspetto politico-burocratico della nomina della compagine assessorile, cui si aggiungeranno dei consiglieri delegati. Vicesindaco sarà Luca Ferrario che avrà la delega a società partecipate, igiene ambientale, Rsa e rapporti con il consiglio comunale, a Dario Quieti spetterà invece la gestione di lavori pubblici, patrimonio pubblico, Parabiago senza barriere, ambiente ed ecologia e agenda 21. Mario Almici si occuperà invece di bilancio, fiscalità locale, affari generali, servizi demografici, trasparenza e sistemi informativi, Elisa Lonati di politiche sociali, rapporti con le associazioni, welfare, politiche di contrasto alla disoccupazione, lavoro e casa, Barbara Benedetteli di sicurezza, Polizia locale, prevenzione stradale, protezione civile e cultura. A loro Cucchi ha aggiunto alcuni consiglieri delegati su questioni specifiche: Manuel Bongini avrà la competenza su agricoltura e rapporti con i parchi locali di interesse sovracomunale, Valentina Re sul controllo di vicinato, Roberto Mezzena sulla frazione di San Lorenzo e Bruno Miguel Raimondi su quella di Ravello, Luca Scocozza sulle politiche giovanili, Maria Enrica Slavazza su paesaggio, produzioni locali ed Ecomuseo, Giuliano Polito sulla crescita del commercio, Carlo Raimondi sui fondi che provengono dagli enti sovracomunali, Adriana Nebuloni sui rapporti con gli istituti comprensivi. In quest'ultimo caso, però, l'opposizione ha chiesto di verificare l'eventuale compatibilità tra questa carica e quella neoassunta di presidente del consiglio comunale. "Abbiamo puntato sulla continuità - ha spiegato Cucchi nell'illustrare le nomine assessorili - i consiglieri delegati avranno un ruolo prezioso di raccordo con gli assessori su questioni fondamentali per la vita del nostro paese". Dai banchi dell'opposizione Venturini ha fatto osservare quello che a suo avviso è un neo, ovvero l'avere designato consiglieri delegati per le frazioni di San Lorenzo e Ravello trascurando Villapia e Villastanza e sostenendo che queste ultime non abbiano avuto molto ascolto in questi anni . Immediata la risposta di Cucchi: "Ci sono già assessori che risiedono a Villapia e Villastanza, frazioni che abbiamo ascoltato molto in questi anni, quindi respingiamo l'obiezione secondo cui non ce ne siamo occupati". Rancilio ha invece sottolineato come la creazione di diversi consiglieri delegati ingeneri il rischio "Di un'eccessiva frammentazione delle competenze che potrebbe complicare la gestione delle problematiche". Il dibattito politico è solo agli inizi. Le promesse di reciproco ascolto e di collaborazione sono emerse. Adesso la parola passerà ai successivi consigli comunali.

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