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Turbigo

Dalla teoria alla pratica

Dopo le lezioni in classe, la prova sul 'campo' di educazione stradale

Dalla teoria alla pratica. Dopo le lezioni in classe, l’altro giorno, i ragazzi di quarta della scuola primaria di Turbigo hanno concluso il loro ciclo di incontri di educazione stradale direttamente sul campo. In una zona di piazza mercato, allestita per l’occasione come un vero e proprio percorso, con tanto di strade, lavori in corso, aree per la sosta e tanto altro ancora, tra cui anche un impianto semaforico, gli alunni hanno dovuto mettere in pratica quanto studiato e imparato sui banchi, dimostrando, così, di essere, contemporaneamente, buoni pedoni e ciclisti. Sotto la supervisione dell’agente della Polizia locale del comando cittadino, Gilberto Azzimonti (che assieme al collega Gabriele Demiliani si è occupato degli incontri a scuola) e delle insegnanti, i giovani si sono cimentati in differenti momenti di ulteriore crescita e formazione. Il primo passo è stato la scelta dei cartelli e delle indicazioni stradali (tra stop, precedenze, divieti, sensi unici, pericolo ed attenzione a lavori o curve), con la loro successiva sistemazione lungo il percorso, come previsto dal codice della strada. Quindi si è passati alla verifica che tutto fosse stato posizionato nel modo corretto, per lasciare, infine, spazio alla prova pratica, alternandosi con le biciclette o direttamente a piedi e rispettando la segnaletica per spostarsi lungo le strade create appositamente. Ma prima di questo, come detto, ci sono state una serie di lezioni in classe, dove gli agenti turbighesi hanno spiegato le regole fondamentali ed i comportamenti da seguire quando si è in sella alla bicicletta o a piedi, analizzando, appunto, i cartelli stradali, cosa indicano e cosa bisogna fare quando li incontriamo lungo il percorso. Nozioni base per la nostra sicurezza e per una convivenza civile. Ultimo atto della prova pratica è stata la consegna di un attestato agli allievi. Si tratta, come è ben comprensibile, di un’attività importante che deve essere vista come un momento di spiegazione e confronto, ma anche come un modo per creare un collegamento tra istituzioni, scuole, studenti e genitori.

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