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Attualità

Amianto: ancora, oggi, si muore

A Turbigo, da alcuni anni, è attiva una sezione dell'Associazione 'AIEA'

La pericolosità dell’inalazione di fibre di amianto non smette di suscitare preoccupazione nell’opinione pubblica. Sono sotto gli occhi di tutti le cronache che periodicamente i telegiornali e i mezzi di comunicazione ci trasmettono circa le numerose vittime che ci sono state, e che in parte, ancora oggi, ci sono. Tra le categorie di persone più esposte ovviamente vi sono coloro che lavorano nel campo dell’edilizia, soprattutto quando si tratta di operare in vecchi edifici che presentano ancora una consistente presenza di cemento amianto nelle strutture. I familiari dei lavoratori a rischio sono anch’essi esposti al rischio di mesoteliomi (questo è infatti il nome della patologia tumorale provocata negli alveoli polmonari in seguito ad inalazione di fibre d’amianto ndr), come ormai gli studi hanno ampiamente dimostrato e, tra le regioni d’Italia più ‘colpite’ vi sono Piemonte, Friuli, Liguria e Lombardia. L’attenzione data dagli enti territoriali a questo problema è sempre più crescente. Basti pensare al cosiddetto Piano Regionale Amianto Lombardia (Dgr VIII/1526 del 22.12.05) che ha imposto una serie di obiettivi da raggiungere entro 10 anni: censimento e mappatura completa dei siti con amianto ed eliminazione dal territorio lombardo entro il 2015. Il numero censito dei siti è cresciuto esponenzialmente dai 455 del giugno 2006 agli 8012 di fine ottobre 2007, così come è aumentato lo stato di notifica alle ASL di competenza, mentre lo stato delle bonifiche necessita ancora di molto tempo prima che vada a concludersi. Certamente un dato confortante è l’impegno assunto da Regione Lombardia per porre in atto tuttu i mezzi e le operazioni necessarie e fondamentali per liberare la nostra regione e il territorio da questo ‘nemico silenzioso’.

A TURBIGO, ORMAI DA ALCUNI ANNI, è ATTIVA UNA SEZIONE DELL'AIEA
Come tutti sappiamo, anche il nostro territorio è stato coinvolto nel corso dei decenni da alcuni casi di morte dovuta a mesotelioma da esposizione ad amianto. Quello che, però, forse qualcuno non conosce è il fatto che a Turbigo è nata ed è attiva, ormai da alcuni anni, la sezione della AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto). Per saperne di pù qualche giorno fa abbiamo parlato con Valentino Gritta, componente del direttivo del gruppo turbighese. “In caso di esito positivo dei test che vengono condotti negli ambienti di lavoro – ci spiega – vengono immediatamente avviate tutte le procedure di smaltimento delle tracce e di messa in sicurezza dell’ambiente”. Turbigo è, inoltre, un comune che, l’unico ad oggi sul territorio, si è adoperato concretamente per favorire lo smaltimento del cemento amianto presente nelle coperture di diversi edifici presenti in paese. “Con lo stanziamento delle risorse finanziarie recentemente erogate dall’Amministrazione Comunale – ha continuato Gritta – il nostro comune ha svolto un’azione utile e positiva nella guerra all’amianto, ma ancora molto rimane da fare”. Le denunce di copertura in cemento amianto presso la sezione ASL di competenza di Castano Primo sono cresciute esponenzialmente da settembre 2008 a settembre 2009; è un segno chiaro dell’impegno e della partecipazione dei cittadini. Ad oggi, è bene ricordarlo, la presenza di amianto non è stata completamente debellata e tanto lavoro deve essere fatto per cercare di far fronte al delicato problema. L’attenzione è, comunque, molto alta, sia da parte degli enti competenti che degli stessi residenti. A questi si chiede, quindi, una sempre maggiore collaborazione. Perché solo con l’unione, il confronto e gli interventi concreti si può sconfiggere il ‘nemico silenzioso’ che si chiama amianto.

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