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Lonate, Malpensa

'Viva Via Gaggio' non ci sta!

Continuano le iniziative del gruppo lonatese contro la terza pista di Malpensa

Non si placano le polemiche suscitate dall’ormai quasi certa costruzione di una terza pista presso l’aeroporto di Malpensa, che minaccerebbe con il suo inquinamento acustico e atmosferico tanti piccoli paesi della nostra zona, che verrebbero toccati dalle nuove rotte aeree. Ma Lonate Pozzolo non ci sta e fa sentire la sua voce dal web e non solo: il gruppo ‘Viva Via Gaggio’, sorto nella piccola cittadina per mobilitare gli abitanti e protestare contro questa decisione, sta raccogliendo sempre più sostenitori. La raccolta firma organizzata per domenica 23 maggio ha dato i suoi frutti: come si legge sul blog del gruppo, sono state 258 le firme di maggiorenni per sottoscrivere l’appello, 10 quelle di minorenni (quindi senza valore effettivo, ma che la dicono lunga su quanto la popolazione anche più giovane senta sua questa causa). Non solo lonatesi, comunque: la questione travalica i confini di Via Gaggio e di Lonate Pozzolo e tocca anche cittadini di altri paesi, che si sentono allo stesso modo minacciati da quelle che, a loro parere, sono solo logiche economiche che non si interessano dei danni che la costruzione di una terza pista potrebbe arrecare all’ambiente. Le iniziative, intanto, si moltiplicano: un concorso fotografico dal titolo ‘Via Gaggio: un Tesoro da salvare’ è stato organizzato dal Consiglio Comunale dei Ragazzi delle Scuole Elementari e Medie della cittadina, mentre il 1° giugno a partire dalle 20.45 avrà luogo la manifestazione ‘Via Gaggio ha la Luna’, camminata notturna che si snoderà per i boschi e le brughiere di Lonate fino ad arrivare a Tornavento. Il progetto più ambizioso, tuttavia, è quello di trasformare l’area in un Ecomuseo: un progetto che si basa su una legge del 2007 che promuove la valorizzazione del territorio locale a fini ambientali, turistici ed economici, e che permetterebbe di difendere davvero dalle mire espansionistiche di Malpensa quest’area ricca di storia (in cui sono presenti, ad esempio, reperti risalenti alla seconda guerra mondiale); la proposta è quindi quella di legalizzare lo statuto di Ecomuseo di una zona che, di fatto, lo è già per tradizione e di tutelarla così legalmente. Una battaglia a cui partecipano tutti i cittadini: convinti che uniti si possa davvero vincere.

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