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Castano Primo

"Vicini alla donne lavoratrici"

L'Amministrazione comunale si è attivata con due atti per favorire la conciliazione tra la vita lavorativa e la famiglia, per le donne dipendenti del Comune di Castano Primo.

Si chiama ‘lavoro domestico non retribuito’, ovvero quel lavoro fatto di attività, responsabilità, incombenze, impegni, fatica psicologica e fisica che le donne lavoratrici, madri e responsabili del proprio nucleo familiare, si trovano a dover affrontare al termine o anche prima di iniziare la giornata lavorativa. I figli, la casa, i genitori magari anziani hanno bisogno delle cure e delle attenzioni che la nostra cultura, ancora adesso, prevede siano a carico appunto delle donne. Serve, pertanto, fare qualcosa e farlo in maniera concreta e precisa con interventi mirati e specifici che partendo dal presente guardino al futuro. Lo sanno bene a Castano Primo, dove ben presto dalle parole si è passati all’azione. Anzi si è fatto molto di più. Già, perché se da una parte l’attuale Amministrazione comunale con il ‘Piano delle Azioni Positive per il triennio 2018/2020’ ha approvato alcuni obiettivi che si devono tradurre in iniziative positive per promuovere e favorire le pari opportunità tra uomini e donne sui piani di intervento diversificati (quali, ad esempio, la formazione, l’orario di lavoro, lo sviluppo della carriera e la professionalità, l’informazione, le procedure di reclutamento del personale e negli organismi collegiali e l’ambiente lavorativo), dall’altra il sindaco Giuseppe Pignatiello e la sua squadra di governo hanno voluto mettere contemporaneamente ‘nero su bianco’, tramite la delibera G.C. n 44 del 1 marzo scorso, il loro impegno affinché ciascuna donna lavoratrice con una sua famiglia, dipendente del Comune “Possa sentirsi libera di richiedere orari flessibili e più rispondenti alle proprie esigenze di vita familiare – spiegano – Ancora, che possa richiedere l’accesso ai servizi e alle scuole comunali senza il vincolo della residenza a Castano, quindi sentirsi tutelata nel vivere serenamente la maternità e il successivo rientro e infine vedere riconosciuto il suo ruolo di donna e lavoratrice anche nel proprio ambiente di lavoro senza dover mettere da parte le legittime aspirazioni professionali”. “Queste modifiche – conclude il primo cittadino – non modificheranno di certo l’impegno giornaliero di ciascuna di loro, bensì ritengo e spero permetteranno di vivere il proprio doppio ruolo con tranquillità e con la consapevolezza di avere un datore di lavoro attento alle esigenze delle lavoratrici. Ci auguriamo, altresì, che tali atti possano sensibilizzare le attività produttive e commerciali della nostra città ed essere di esempio e sprone per favorire, sempre di più, la conciliazione tra la vita lavorativa e quella familiare”.

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