facebook telegram twitter whatsapp

Attualità

Piccioni: colpiti i raccolti

Salgono a 6 milioni di euro i danni a campi e stalle causati da piccioni, corvi e storni dal 2004 a oggi in Lombardia, con una media di oltre 450 mila euro all’anno.

Salgono a 6 milioni di euro i danni a campi e stalle causati da piccioni, corvi e storni dal 2004 a oggi in Lombardia, con una media di oltre 450 mila euro all’anno. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati regionali. E se in città sporcano case, piazze e monumenti con il loro guano acido, in campagna - spiega la Coldiretti Lombardia – questi volatili puntano alle mangiatoie degli animali e ai raccolti di cereali, danneggiando in particolare il riso, il mais, il frumento, l’orzo, la soia e il girasole. “Coltiviamo cereali, erba medica, patate, piselli ed altri ortaggi su un totale di 120 ettari, di cui circa 20 dedicati alla soia – racconta Paolo Piolanti, 54 anni, agricoltore di Lazzate (Monza Brianza) – Ogni anno è sempre la solita storia: non si può sparare e non si possono usare petardi e cannoni perché disturbano la quiete pubblica. Nel frattempo quelli si mangiano dal 20 al 30 per cento del raccolto di soia”. Sempre a Lazzate, Giuseppe Caronni, spiega: “Coltivo 30 ettari a mais e fieno e 10 ettari a soia ed è proprio su quest’ultima che ho i problemi maggiori: ogni anno a causa dei piccioni perdiamo anche metà della produzione”. Nel ultimi 13 anni a livello regionale ci sono stati – dice la Coldiretti Lombardia – oltre novemila assalti, con quasi il 65% degli episodi sull’asse fra Sondrio e Brescia. “Quello che succede con i piccioni è sotto gli occhi tutti, in città come in campagna – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – il problema che si pone è quello di un contenimento delle popolazioni, che si rileva sempre complicato e quasi mai efficace. E ogni anno la situazione tende a peggiorare”. Il costo dei danni si concentra per il 60% fra Cremona, Brescia e Milano, anche se nessuna provincia si salva. “Non solo si introducono nel granaio, ma il loro sterco corrode i macchinari e, oltre a sporcare, rischiano di portare malattie - afferma Giuseppe Cornalba, titolare di un’azienda agricola a Locate Triulzi (Milano) - Adesso una squadra di cacciatori della polizia provinciale si sta occupando del problema, ma nessuno ti regala nulla. Le cartucce sono a carico mio”. Achille De Vecchi, della Cascina Molinetto di Zelo Buon Persico (Lodi), è esasperato: “Quello dei piccioni è un problema che va avanti da troppi anni. Nella mia azienda, in cui allevo bufale da latte e coltivo circa 60 ettari tra mais, orzo e segale, questi volatili rubano letteralmente il cibo agli animali nella stalla introducendosi nelle mangiatoie e sporcando ovunque. Purtroppo i cannoni e i petardi li allontanano solo temporaneamente ed inoltre non si può fare troppo rumore proprio nelle fasce orarie in cui si concentrano gli attacchi, ad esempio al mattino molto presto”.

X

Preferenze per tutti i servizi

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Abilitando l'uso dei servizi di terze parti, accetti la ricezione dei cookies e l'uso delle tecnologie analitiche necessarie al loro funzionamento.

© 2009-2024 Comunicare Futuro Srl
C.F. e P.IVA 09364120965

Mobile version

Fai pubblicità con Logosnews
Gestione cookie     Privacy