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Musica, Storie

'RockHistory - Suona la storia'

Andiamo a scoprirlo assieme all'ideatore Gabriele Medeot.

Il tempo e la musica sono i pilastri di questo interessante e particolare progetto per conoscere la storia. Andiamo a scoprire di cosa si tratta assieme all'ideatore Gabriele Medeot.
Gabriele Medeot è esploratore musicale, musicista, produttore ed educatore. Diploma di Pianoforte al Conservatorio di Trieste è appassionato di musica a 360 gradi. Nel 2000, a Monfalcone, ha fondato la scuola CAMArteMusica, realizzando progetti riguardanti la formazione giovanile in ambito musical-culturale. Due anni fa avvia il progetto Re-Generation. Precedentemente ha realizzato 'StayTuned Scarica Legalmente' e 'RockBandStory'. Chi è Gabriele Medeot?
Una persona appassionata e curiosa, determinato e ferreo con me stesso, uno che pretende molto da se e che si accontenta difficilmente.
Con 'ROCKHISTORY – SUONA LA STORIA' , scopriamo davvero qualcosa di nuovo e originale. Di cosa si tratta? Qual è il percorso che porta alla nascita di questo progetto?
E' un viaggio nel tempo, che usa la musica e il rock come mezzo per spostarsi. Una continua connessione tra costume società e musica, a sottolineare come la musica sia espressione del tempo e di ciò che accade in ogni istante della storia. L'idea nasce dalla mia esperienza nel mondo della formazione giovanile, dall'essere quotidianamente in contatto con i ragazzi e soprattutto dall'osservarli. Notavo che i ragazzi rimanevano sempre colpiti dalle storie che raccontavo durante normalissime lezioni di musica, racconti per me scontati a volte, ma è così ho provato ad ampliare il raggio di azione.
“La musica è didascalica, è vissuto, ed è legata a filo doppio con le vicende in continuo divenire dell’umanità. Come ogni forma d'arte.”
“Se te lo spiego tu mi ascolti, se te lo faccio vedere tu mi guardi, ma se te lo faccio fare... tu lo impari.”
Queste due citazioni, dal web, riportano al tuo nome e al tuo progetto. Nulla di più vero. E dopo aver visto anche i video sul tuo canale You Tube, credo ti poter dire che vai oltre all'attenzione di chi ti ascolta. E' come se tu riuscissi a saldare bene certe nozioni nel bagaglio culturale del tuo pubblico. Se è un meccanismo difficile, vuol dire che la tua è una sorta di magia. Se invece è più facile, potrei sperare forse in una 'rivoluzione' didattica. Dove sta il 'trucco'?

Sei molto gentile e generosa nel dire queste cose. La parola magia è una parola che amo, ma nel nostro caso non c'è trucco, solo la grande voglia di trasmettere gusto per la passione, con semplicità, che poi è sempre il mio modo di essere, semplice e diretto. Le lezioni di cui parli hanno in effetti migliaia di visualizzazioni e il commento che arriva sempre è proprio legato alla semplicità con cui racconto le cose, ma ti assicuro che le racconto così come sono, senza molti giri … però pensandoci in effetti c'è una cosa che ho imparato e affinato, non dò mai niente, ma proprio niente, per scontato.
Ai tuoi incontri ti trovi di fronte a sempre un maggior numero di studenti.
Restando fedele a terminologie e fatti accaduti, nelle tue conferenze parli di musica e storia, dello sviluppo e dell'evoluzione musicale, dagli anni '60 al 2000. Come si concretizzano 40 anni di storia nei tuoi incontri? A chi si rivolge 'ROCKHISTORY – SUONA LA STORIA'?

Hai ragione le platee che ho davanti vanno dai 100 ai 600 ragazzi e in un paio d'ore viaggiamo insieme creando un filo logico che mette in sequenza causa effetto i fatti e la musica che li racconta. Uso molti testi, molti video, decine di vinili, oggetti dell'epoca, tanti aneddoti, e alterno momenti di emozione a momenti di divertimento... ma proprio ci mettiamo a ridere... Si rivolge a tutti coloro che sono curiosi e che hanno voglia di sentire un po' come è andata quella volta che... Sai, inizialmente è stato pensato per studenti, ora faccio questi incontri per il pubblico, persone che molte volte c'erano... e quindi rivivono emotivamente in modo forte e coinvolgente ogni incontro RockHistory.
Spesso mi capita di vedere bambini molto piccoli accompagnati dai genitori, ed è incredibile come stiano sempre tutti lì incollati ad ascoltare.
Rock History e i numeri: più di 13.000 ragazzi presenti, più di 150 incontri, 70 scuole coinvolte, 36 città e paesi diversi coinvolti in Friuli Venezia Giulia e nuove tappe 'fuori porta'. 21 scuole hanno inserito questo progetto nel proprio percorso formativo triennale (PTOF). Dati in continua lievitazione. Quali sono i tuoi obbiettivi?
Vorrei davvero diventasse un incontro itinerante che entra in tutte le scuole per i ragazzi, è già anche una trasmissione radiofonica, e ho avuto alcune esperienze in eventi di grandi dimensioni all'aperto, quindi voglio continuare a sviluppare gli argomenti e renderli sempre più partecipati.
Con i dati alla mano... Ti senti un po' geniale?
Ma neanche un po'. Ho sempre lavorato per fare ciò che mi piace. E in questo momento posso parlare a molte persone di ciò che più mi affascina, la Musica, niente di meglio direi.
Facciamo un passo indietro, al 2008 con PopRockContest, manifestazione che porta il tuo nome e che ha vinto il premio Note Legali per i miglior concorso per giovani emergenti. Gabriele Medeot, cresciuto realmente a 'pane e musica', è dalla parte dei giovani. Da sempre. I tuoi son progetti perfetti per avvicinare i ragazzi alla musica, davvero a 360 gradi, ma anche alla storia e all'attualità. Perché questa scelta, che magari tale non è?
Hai ragione, non so se sia veramente una scelta o semplicemente il mio modo di essere. Non ci sono molte valutazioni alla base delle mie scelte. Penso che voglio fare una cosa e mi ci impegno. Con il PopRockContest volevo creare un evento di riferimento, pulito, diretto, che desse l'opportunità di crescere a tutti. 7000 provini, 3 tour italiani, 3 campus, e tanto tanto altro. Mi ricordo bene di aver pensato che volevo inventarmi un contest credibile, e mi ci sono messo sotto. Ci ho lavorato e sono andato a parlare con chi secondo me poteva dare una mano. I risultati sono arrivati. Poi RockHistory... mi sento spesso dire che i giovani non sanno molto. Allora io penso, beh ovvio, come possono sapere se non trovano stimoli adeguati. E You Tube , per dirne uno, è uno stimolo solo se cerchi nel modo giusto. L'over load di informazioni è depistante, ti distrae, ti fa essere superficiale. Io volevo parlare di musica ai giovani, raccontare loro delle cose, ma in modo diverso da una lezione di storia. Usare la tecnologia e la passione, l'emozione e gli oggetti vintage, i dischi i computer... E l'ho fatto.
Qual è il motivo che ti spinge a sostenere ed incentivare i giovani?
Perché credo nei sogni, credo che i giovani possano fare tutto, ma tutta questa fantastica tecnologia paradossalmente blocca una buona parte della loro creatività. Io uso la tecnologia per parlare e ascoltare, due semplici azioni che possono smuovere molti istinti. Credo nel futuro, e se oggi un giovane ha uno stimolo, domani quel giovane probabilmente se ne ricorderà e potrebbe avere un punto di vista più ampio.
In merito sostieni che proprio i giovani '...possono essere agenti di cambiamento e parte attiva anche solo imbracciando uno strumento o andando a un concerto.' In che modo?
Se imbracci uno strumento suoni, crei, devi essere consapevole che fai qualcosa di notevole. Se vai ad un concerto e ti fai invadere dalla musica, ti trasformi. Pensaci, una canzone, anche solo per tre minuti, ma ti cambia la vita, ti fa stare bene, in qualsiasi stato emotivo ti trovi, metti le cuffie, mandi la tua canzone preferita e alzi il volume... per pochi minuti ti senti invincibile, i problemi si dissolvono... Ok, poi tutto torna normale, ma puoi sempre rimettere la canzone da capo... ora non voglio essere frainteso, quindi specifico che la musica non è che ti risolve i problemi, ci mancherebbe, ma la musica ha un potere magico, lo hai detto tu prima, quella è magia, e se vieni in contatto con la magia, poi sei sicuramente una persona diversa, migliore. Non è un caso che sia considerata l'unico vero linguaggio universale... l’abbiamo mandata anche nello spazio no?
'ROCKHISTORY – SUONA LA STORIA' è anche un libro, uscito a settembre, per la Tsunami Edizioni. Scritto con un linguaggio semplice e diretto, concretizza su carta i tuoi incontri tenuti in molte scuole del Nord Italia. E come sono multimediali i tuoi incontri, così lo è anche il tuo libro nel quale troviamo i QR Code che collegano a video di approfondimento. E' un'altra tipologia di comunicazione, ma sempre efficace. Come si articola il libro? Potrebbe diventare un testo di studio?
Si articola come un racconto, certe volte poi immaginare di essere lì, altre è come se guardassi le cose che accadono da un punto di vista privilegiato, altre ancora ti porta a farti domande... molti insegnanti lo suggeriscono ai propri studenti proprio per la relazione che emerge costantemente tra storia cultura e musica. La conferenza è stata più volte definita una metalezione mentre l'aggettivo che spesso danno al libro, dopo discorsivo, è ' interdisciplinare', parolona, se tieni conto che l'ho scritto per mettere in ordine tutti i miei appunti...
Ti piace definirti 'musicante', e sicuramente il suono di questo termine affascina molto. Anche il significato di 'educatore', che nella sua etimologia contiene 'condurre', cattura già l'interesse per ascoltarti. Perché 'musicante'?
Sono un musicista “errante”, uno che va in giro a curiosare...quindi un musicante...
Tra tutte le domande che ti pongono alle conferenze, ce n'è qualcuna che ti ha particolarmente colpito? Perché?
Mi colpiscono molto le associazioni che fanno i ragazzi... un tra le tante... Video Killed The Radio Star... la conoscono tutti, e mi dicono perché è la pubblicità dei wurstel.
Con la tua esperienza, il feedback, gli incontri, i tuoi viaggi, i tuoi obbiettivi e i prossimi progetti, cosa ti senti di dire a questo punto del tuo percorso?
Che mi piace parlare con le persone, osservarle ascoltarle e capire cosa crea curiosità ed interesse e spero di poterlo fare ancora un po'. E ringrazio te per queste belle domande.

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