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Sociale

"Noi cresciuti in oratorio"

La campagna 'Cresciuto in Oratorio': un progetto che unisce giovani e adulti. Diversi i testimonial (Beppe Bergomi, Giacomo Poretti, Davide Van De Sfroos, Bianca Atzei, Manuel Locatelli e Corrado Barazzutti). Ma anche genitori, nonni e ragazzi. Ieri un pomeriggio insieme all'oratorio Sant'Andrea di Milano; presente il Cardinale Angelo Scola. Amicizia, condivisione e tanti ricordi e racconti.

Cresciuti in oratorio: non è solo il titolo dell’iniziativa, ma il trait d’union che li accomuna tutti. Beppe Bergomi, Davide Van De Sfroos, Giacomo Poretti e poi anche Manuel Locatelli, Bianca Atzei e Corrado Barazzutti; o ancora Chiara Alberti, Giuseppe Gorini, Jaime Vaca Rodas, Gabriella Ciceri e Rosanna e Michele Rizza… dallo sport alla quotidianità , dalla musica alla famiglia e al lavoro, percorsi di vita e storie molto differenti, però gli uni e gli altri uniti da quegli stessi inizi. L’oratorio, insomma, che è stato davvero un trampolino di lancio. L’oratorio che era ed è un punto di riferimento. L’oratorio, in fondo, la loro casa. Perché è lì che sono appunto cresciuti, che hanno iniziato a muovere i primi passi e a diventare quello che oggi sono (campioni ed ex campioni di calcio, cantanti affermati o che si stanno affermando, attori di successo, fino a genitori amorevoli, imprenditori, studenti e nonni) ed è sempre lì (all’oratorio Sant’Andrea di Milano; l’appuntamento organizzato da Odielle – oratori diocesi lombarde) che sono tornati per un pomeriggio insieme. L’occasione per incontrare i tanti giovani, cimentarsi in qualche attività e gioco e raccontare le loro esperienze, ma soprattutto un momento di festa, amicizia e condivisione in una delle principali istituzioni educative, fondamentale per la crescita dei ragazzi nel corpo e nelle spirito, palestra della società del futuro. “Uno ad uno i protagonisti e testimonial del progetto ‘Cresciuto in Oratorio’ (finanziato da Regione Lombardia; presente all’evento anche il cardinale di Milano Angelo Scola) – spiegano i promotori – ci hanno fatto rivivere le storie che li hanno caratterizzati. Un insieme di straordinari e bellissimi ricordi ed episodi (dall’ex capitano dell’Inter Beppe Bergomi, passando per il cantautore Davide Van De Sfroos e fino ad arrivare all’attore Giacomo Poretti, del trio comico ‘Aldo, Giovanni e Giacomo’). Quindi, la giovane promessa del nostro calcio, il milanista Manuel Locatelli, oppure la cantante Bianca Atzei e l’ex tennista Corraddo Barazzutti (questi ultimi che purtroppo non hanno potuto essere presenti, ma che hanno dato fin da subito il loro apporto). E infine Chiara Alberti, tecnico per la sicurezza sul lavoro con un figlio di 3 anni e una bimba di 3 mesi, Giuseppe Gorini, imprenditore agricolo laureato in scienze agrarie, Jaime Vaca Rodas, milanese di origine boliviana con una laurea in scienze dei beni culturali, Gabriella Ciceri, mamma impiegata in un ufficio commerciale, e Rosanna e Michele Rizza, nonni di 24 nipoti, impiegati all’agenzia delle entrate oggi in pensione. Un mix davvero unico di emozioni e coinvolgimento”. Perché l’obiettivo principale dell’iniziativa è appunto creare un grande mosaico di volti e storie che riconoscono il valore dell’oratorio nella loro formazione, rispondendo alle domande “chi ho imparato ad essere?” e “cosa ho imparato a fare?”. (FOTO ELIUZ PHOTOGRAPHY)

RACCONTATI SUL SITO CRESCIUTOINORATORIO.IT

Protagonisti saranno i giovani e gli adulti che frequentano queste realtà, invitati a raccontarsi. Mentre ai cosiddetti oratoriani ‘famosi’ è stato chiesto di riportare le loro esperienze e le loro competenze in oratorio. Allora, ecco che Davide Van De Sfroos ascolterà i demo inviati dalle band degli oratori tramite il sito cresciutoinoratorio.it e ne sceglierà tre che apriranno, nel pomeriggio, il suo concerto a San Siro del 9 giugno prossimo. Giacomo Poretti, invece, insegnerà ai ragazzi come si fa un video blog per spiegare la ricchezza del proprio oratorio (i filmati più interessanti saranno montati dallo stesso attore per realizzare un grande ‘racconto dei racconti’ che verrà presentato a Venezia in un evento collaterale durante la 74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica). O ancora, Piero Fachin, giovane giornalista nel giornalino dell’oratorio adesso al quotidiano ‘Il Giorno’, che ha invitato i ragazzi a raccontare la propria il proprio oratorio inviando testi e foto all’indirizzo della redazione oratori [at] ilgiorno [dot] net. Infine, a tutto ciò si aggiunge pure il desiderio di aprire una pagina Facebook per ognuno dei 2.307 oratori della Lombardia, stimolando chi non ce l’ha a crearne una, con i consigli e i trucchi proposti da Odielle sul sito cresciutoinoratorio.it.

L’ORATORIO, UN PUNTO DI RIFERIMENTO E UNA GRANDE FAMIGLIA

“Quando ero piccolo, in oratorio ascoltavamo alla radio tutto il calcio minuto per minuto. Emergeva il Milan e ne eravamo soprattutto ammiratori, finché poi il Lecco è andato in serie A – ha dichiarato l’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola, durante la presentazione del progetto – E’ una bellezza vedere il calcio, speriamo che torni ad essere com’era. Mi ricordo che il mio don dell’oratorio era un grande amante della letteratura e quando facevo le Medie mi chiamava nel suo studio e mi leggeva alcune pagine di Dostojevski e Svevo: 20 – 30 righe che mi hanno dato il gusto per pensare. Il catechismo, il gioco, il canto, le amicizie e le gite ti aiutano a riflettere sulla tua vita e non c’è niente di più importante”. “La società di oggi – continuato Monsignor Maurizio Gervasoni, Vescovo delegato per la pastorale giovanile e gli oratori delle diocesi lombarde – ha bisogno della gratuità dell’oratorio, che è fatto da tutti. Non solo dal curato che, come una volta, si occupava di ogni cosa, ma dai nonni, dagli adulti, dagli adolescenti”. “I numeri non dicono tutti, però qualcosa sì – ha concluso don Samuele Marelli, direttore della Fom e responsabile regionale di Odielle – Quelli degli oratori in Lombardia sono davvero importanti. Tenete conto che sono ben 2307 e accolgono 474 mila ragazzi. Ma il numero rischia di ridurre la vivacità di questi luoghi. La campagna ‘Cresciuto in Oratorio’ vuole, dunque, raccontarla, se ce ne fosse bisogno”.

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