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Attualità

Tim - Telecom: tagli di spesa

Tagli di spesa per 1,6 miliardi di euro per Tim - Telecom. I sindacati dei lavoratori, oggi, alle prese con una vertenza sindacale di proporzioni notevoli. La situazione.

Dà lavoro a 43 mila persone in tutta Italia e a tantissimi abitanti della zona del Castanese e limitrofe: è Tim - Telecom Italia, il colosso nazionale delle telecomunicazioni. Ma il momento storico che sta attualmente attraversando rischia di diventare esempio negativo per tutte le aziende italiane del settore. E’ il timore dei sindacati dei lavoratori dell’impresa, alle prese con una vertenza sindacale di proporzioni notevoli. E che sta iniziando a sollevare una mobilitazione spontanea, pacifica e in orari extra lavorativi da parte del personale, che è culminata sabato 26 novembre in una manifestazione a Milano e vedrà il suo apice il 13 dicembre, con uno sciopero generale a livello nazionale. Tutto comincia quando Tim - Telecom Italia passa ad essere proprietà straniera nelle mani di Vincent Bollorè e della holding Vivendi, che ne diventa azionista di maggioranza con il 24% delle quote. Cambia il vertice, ed il nuovo AD Flavio Cattaneo, per raddrizzare le sorti dell’impresa, programma tagli di spesa per 1,6 miliardi di euro. “Non siamo contrari ad una contrattazione tesa a rivedere l’organizzazione del lavoro di Tim in ottica di miglior servizio reso alla clientela” ci spiega Luca Fratantonio, Segretario UILCOM per la provincia di Varese, “Ma l’azienda ha assunto atteggiamenti e decisioni unilaterali inaccettabili. L’ultima e la più grave, mentre si sta discutendo con Asstel, rappresentante delle Imprese di telecomunicazione per il rinnovo del contratto di tutto il settore ormai scaduto da due anni, è la disdetta unilaterale e ingiustificata del contratto di secondo livello che racchiude 30 anni di lotte e di conquiste dei lavoratori Tim tradotta in perdita di diritti e parte rilevante di salario. Diventa ancor più inaccettabile, contestualmente ai tagli diretti soprattutto al costo del lavoro per i dipendenti, pensare che al nostro amministratore delegato Cattaneo verrà erogato insieme ai suoi più stretti collaboratori un premio da 55 milioni di euro nel caso venga raggiunto l’obiettivo di taglio di spesa prefissato”. Le contrattazioni tra sindacati e azienda al momento sono chiuse e la speranza è che si trovi una soluzione al più presto. La scadenza è fissata per il gennaio 2017.

LA RAZIONALIZZAZIONE E' INIZIATA DAL COSTO DEI DIPENDENTI

La razionalizzazione della spesa è cominciata puntando sul costo dei dipendenti. Il rappresentante sindacale ci fa un elenco dei cambi più significativi:
• mancata erogazione del premio di produttività
• prolungamento dell’orario di lavoro senza aumento del salario
• riduzione dei permessi retribuiti e pianificazione annuale, mortificando un istituto importante in grado di conciliare impegni personali/famigliari con quelli lavorativi
• perdita di due giorni di ferie all’anno
• riduzione e in alcuni casi perdita dei ticket pasto
• perdite su varie indennità sulle trasferte
• congelamento degli scatti di anzianità
• eliminazione dell’indennità del mancato rientro ai lavoratori che si trovano ad operare fuori sede e che non possono usufruire della mensa
• abolizione di normative riferite a permessi studi e a trattamenti in caso di malattie gravi.
“Tutto questo si tradurrebbe in una perdita annua che stimiamo nell’ordine di circa 3000 euro - prosegue il segretario UILCOM per la provincia di Varese, Luca Fratantonio. - Come sindacato chiediamo di sederci al tavolo con pari dignità relazionale, che Tim revochi la disdetta del contratto di secondo livello, che eroghi il premio di produttività, che presenti un Piano Industriale credibile che dia modo all’azienda di stare in modo competitivo sul mercato attraverso investimenti sulla rete, dando così un contributo di sviluppo anche all’azienda Italia”.

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