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Castano Primo

"Ciao Andrea": è il giorno del dolore

La notizia è arrivata nelle scorse ore. Andrea Cavalleri, purtroppo, si è spento una settimana dopo il terribile incidente nel quale era rimasto coinvolto sabato scorso.

La notizia è arrivata nelle scorse ore. Terribile, atroce. Di quelle che ti squarciano letteralmente il cuore e l’anima. E tutto attorno, poi, solo lacrime, dolore, disperazione e i ricordi, tanti, tantissimi che si mischiano assieme. Una settimana dopo, Andrea non ce l’ha fatta. Ha lottato per sette lunghi giorni, ma alla fine purtroppo si è arreso. Troppo gravi, troppo profonde le ferite riportate a seguito del violento urto. L’incidente, sabato scorso: Andrea Cavalleri, 40 anni, era alla guida della sua Bmw station wagon quando al confine tra i Comuni di Castano Primo, Nosate e Lonate, là in quel tratto che da via Tornavento diventa strada comunale del Cerone (anche conosciuta per un pezzo come via Turbighina), all’altezza di una curva, il veicolo è uscito di strada finendo contro la staccionata in legno che separa la carreggiata dalla pista ciclopedonale e contro alcune piante prima di concludere la sua corsa in un boschetto poco distante. L’impatto era stato terribile, la stessa staccionata, infatti, si era spezzata in più punti colpendo il parabrezza. Subito, allora, sul posto ecco che erano arrivate due ambulanze, diversi mezzi dei vigili del fuoco, i carabinieri e anche il comandante della polizia locale di Castano Primo. Non c’era tempo da perdere, bisognava intervenire immediatamente e così, mentre una parte del personale sanitario si era attivato per prestare le prime cure all’uomo, un’altra aveva concentrato le attenzioni sul figlio del 40enne, anche lui in macchina al momento dell’incidente. Il bimbo, quindi, era stato trasportato in ospedale per accertamenti e controlli (stava per fortuna bene), mentre molto gravi erano apparse fin dal principio le condizioni di Andrea che era stato trasferito al nosocomio di Legnano e qui ricoverato in prognosi riservata. Ma, qualche ore fa, purtroppo la tragica notizia.

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