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Inchieste

Nelle campagne 22 mila stranieri

Lavoro: crescono i lavoratori stranieri impiegati dalle aziende agricole in Lombardia, passati da 21.869 a 22.012. Sono ben il 27% sul totale dell'intera Nazione.

Crescono i lavoratori stranieri impiegati dalle aziende agricole in Lombardia, passati da 21.869 a 22.012, con un record italiano per l’incidenza di quelli a tempo indeterminato, che sfiorano il 27% sul totale nazionale. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti, che ha collaborato alla realizzazione del Dossier immigrazione 2014. “Nella nostre campagne – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – le nazionalità più rappresentate sono romeni, indiani, marocchini e albanesi. Non mancano polacchi, bulgari e tunisini. Sono impegnati nella coltivazione e negli allevamenti. Mentre nei caseifici del Grana Padano e nelle stalle da latte esiste una forte comunità Sikh”. Tanto che, proprio in provincia di Cremona, nel cuore della zona di produzione del Grana Padano, esiste il più importante tempio Sikh d’Europa: 2.352 metri quadrati su due piani, delimitato da quattro torri, una sala ristoro, i bagni, la cucina al piano terra, la sala di culto al primo piano con uno spazio per il Libro Sacro che contiene storia e principi di questa religione monoteista. Quello degli stranieri – spiega la Coldiretti regionale – è un inserimento avvenuto col tempo, grazie alla capacità di integrazione professionale e sociale offerta dal settore agricolo. Secondo i dati elaborati da Coldiretti per il Dossier Immigrazione 2014, in Lombardia i lavoratori a tempo indeterminato sono 6.128, quelli a tempo determinato sono 15.638 mentre altri 246 sono entrati con permessi di soggiorno come stagionali. Nel 2012 gli operai stranieri a tempo determinato erano 14.976, quelli a tempo indeterminato erano 6.494 e quelli entrati con un permesso da stagionale erano 399. “Nelle aziende agricole lombarde – conclude Prandini – gli stranieri hanno appreso un nuovo mestiere, trovato una prospettiva di futuro e hanno iniziato a inserirsi nelle nostre comunità. Basta vedere la seconda generazione con i ragazzi che vanno a scuola, parlano i nostri dialetti e giocano a calcio con la passione dei veri italiani”.

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