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Sport, Castano Primo

Jumping Joe, wrestling 'made in Castano'

Joseph Anthony Savoldi, atleta e campione mondiale di lotta libera. Ma, non tutti sanno, che era di Castano. La sua storia raccontata dai fondatori del sito 'C.P. Container'.

“Mmm… Mmm… fenomenale”. Chissà Dan Peterson, la storica voce italiana del wrestling, come si sarebbe divertito a raccontare nei minimi particolari i suoi incontri e le sue gesta. In fondo “Jumping Joe” era quel mix perfetto di grinta, forza fisica, tecnica e classe. Ma, forse non tutti sanno che Joseph Anthony Savoldi (in arte, appunto, “Jumping Joe”) era originario di Castano Primo. Già, avete capito bene! Un castanese alla conquista dell’America e per di più in uno degli sport simbolo degli States. “La mamma, Celeste Rudoni, era di qui – spiegano Angelo Fornara, Roberto Bottiani, Alberto Aspesi e Angelo Crespi, gli ideatori del sito internet “C.P. Container” - www.cpcontainer.weebly.com (insieme anche Antonio Genoni per le foto); sono stati proprio loro a fare la scoperta – Mentre il papà, Giuseppe, era nativo di Trescore Balneario. Quando siamo venuti a conoscenza di questa storia, ovviamente potete immaginare lo stupore e l’emozione. Così, subito, ci siamo detti che un simile personaggio avrebbe dovuto per forza essere raccontato, entrando nella pagina di Castano, alla sezione “Castanesi celebri”. L’obiettivo del nostro sito internet è, infatti, quello di parlare del territorio e della sua gente: iniziative, eventi e persone”. Allora via: si è cominciato a raccogliere tutto il materiale possibile (“In paese ci sono ancora alcuni suoi parenti – continuano – Tra questi, ad esempio, Luca De Bernardi che ci ha dato una significativa mano”), poi i contatti con gli Stati Uniti d’America e con Jim Savoldi, nipote di Joseph Anthony, le richieste di documenti, immagini e filmati e fino al lavoro di traduzione dei singoli testi (grazie alla collaborazione con Judith Baggott, da anni in Italia e che si occupa di tradizioni letterarie e medico – scientifiche). “Classe 1908 – ricordano da “C.P. Container” – Giuseppe Savoldi, Joseph Anthony per tutti, è stato uno straordinario atleta, un militare e si è distinto anche nel campo professionale. La sua fanciullezza la trascorre interamente a Castano, quindi nel 1918, ecco che può finalmente ricongiungersi con la famiglia, ormai stabilitasi definitivamente a Three Oaks. In America Joseph frequenta la “Trhee Oaks High School” e, dopo il diploma, entra nella prestigiosa università di “Notre Dame” dove, a partire dal 1928, diventa una stella del football americano”. Sì, perché gli inizi sono proprio con la palla ovale. E che inizi! Tanto che nel 1930 arriva la firma su un contratto da professionista con i “Chicago Bears”. “La gara che segna una svolta nella sua vita – spiegano – è quando, su invito della sua vecchia squadra (“I Fitghting Irish”), si trova ad affrontare un team composto dai migliori giocatori del sud ovest e, alla fine, il risultato è sorprendente: 20 a 7 per la compagine di Savoldi, con quest’ultimo vero dominatore del match”. La gara perfetta, per usare un termine ormai di moda, anzi, molto di più, perché a guardarlo dagli spalti ci sono dei talent scout del mondo della lotta libera che capiscono immediatamente il talento dietro a quel ragazzo. “Savoldi viene così contattato e decide di accettare la proposta, diventando in men che non si dica una “star” della lotta – concludono – Nel 1933, ad esempio, vince il titolo di campione del mondo, a cui fanno seguito due importanti sconfitte, la prima contro Jim Browning, la seconda con l’eterno rivale Jim London; ma Joseph non è uno che si abbatte facilmente: la sua carriera, infatti, prosegue ancora per oltre un decennio, partecipando a diversi tour in Nuova Zelanda, alle isole Hawaii ed in Australia. Gli anni successivi, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, va a servire il suo Paese, tra le fila dell’OSS (l’odierna CIA) come agente sotto copertura in Italia, e una volta congedatosi si ributta nel mondo del wrestling fino a quell’ultimo incontro nel 1950; quindi prende il diploma di insegnante di scienze, entrando a far parte del corpo docenti della “County High School” nel Kentucky. Muore, infine, nel 1974”. (FOTO DA 'C.P. CONTAINER')

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