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Inchieste, Territorio

La biodiversità nel Parco del Ticino

Un territorio molto spesso sottovalutato, ma ricco di potenzialità e risorse. Basti pensare: in quanti la domenica raggiungono le sponde del Ticino per un’economica e salutare giornata all’aperto e nelle fresche acque del ‘Fiume Azzurro’? Ma le potenzialità del ‘Parco del Ticino’ non si fermano alla semplice bellezza naturalistica, sono molte le risorse che rendono il nostro territorio particolarmente importante e ricco di qualità. Abbiamo recentemente incontrato un responsabile del Parco per parlare di agricoltura e ambiente, due argomenti fondamentali per la salvaguardia di un territorio, così come della nostra salute. Ne è uscito un discorso proficuo, interessante, anche complesso, che cercheremo di spiegare. Primo argomento di discussione riguardava i ‘cibi a chilometro zero’: si intende tutti quei prodotti del territorio, alimenti specifici di ciascun luogo, frutto della tradizione e della competenza storica dei produttori di zona. “Oggi c’è maggiore attenzione alla necessità di utilizzare prodotti di stagione coltivati nelle vicinanze della propria residenza, questo movimento di cibo locale è in pieno sviluppo e sta dando sostegno ad un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente e attenta alla biodiversità agraria. Infatti, i prodotti che vengono da lontano, molto spesso, non sono colti al giusto punto di maturazione, perchè non riuscirebbero a sopportare lunghi periodi di trasporto. I prodotti locali invece sono più freschi, sono dei prodotti a ‘filiera corta’, perciò i prezzi sono più bassi”. Ogni famiglia, consumando solo prodotti locali, con un occhio agli imballaggi, in un anno può risparmiare fino a mille chili di anidride carbonica. “Bisognerebbe fare attenzione a riempire i frigoriferi, sepolti da imballaggi, invece sarebbe molto meglio comprare alimenti freschi che hanno percorso solo pochi chilometri per arrivare in tavola”. Eliminiamo quindi prugne cilene e vino australiano che si trovano ai primi posti, con la carne argentina, nella classifica dei cibi che sprecano più energia e contribuiscono all’emissione di gas a effetto serra. E questo senza contare il mango del Perù, l’anguria di Panama, meloni dal Guadalupe, il riso dagli Stati Uniti che devono percorrere più di diecimila chilometri. “L’Italia è al primo posto in Europa per entità della superficie biologica, al secondo posto al mondo dopo il Messico per numero di agricoltori biologici, di cui però è il maggiore esportatore mondiale”. Per questo si moltiplicano i ‘Gruppi di Acquisto Solidale’ e gli esercenti con bancali e prodotti locali (come i dispositivi per il latte fresco).

Un vademecum per frutta e verdura di stagione
PRIMAVERA: agretti (barba di frate), asparagi, bruscandoli, carote, crescione, fave, fiori di zucchini, luppolo, ortiche, patate, piselli, puntarelle, rucola, tarassaco, ciliegie, fragole, fragoline di bosco, more di gelso, nespole e ribes. ESTATE: aglio, basilico, cetrioli, cicoria, cipolle, coste, erbe aromatiche, lattuga, melanzane, peperoni, pomodori, fagioli, fagiolini, prezzemolo, ravanelli, rucola, zucchine, albicocche, anguria, fichi d’india, fichi fioroni, fragole, lamponi, melone, mirtilli, more, nespole, pesche, prugne, susine, uva spina. AUTUNNO: barbabietola, broccoli, carote, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, verze, finocchi, funghi selvatici, lattuga, patate, porri, zucca, banane, cachi, castagne, kiwi, limoni, mele e pere.

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