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Fuori campo

Juventus e Napoli 'corsa a due'

Vincono sia gli uomini di Conte che quelli di Mazzarri. Sconfitte pesanti per Lazio, Inter e Roma (esonerato Zeman), Milan e Fiorentina salgono sempre di più.

La 23esima di campionato si apre con la sfida tra ROMA e CAGLIARI, con i capitolini sconfitti per 4 a 2. Pronti via e la Roma viene immediatamente punita dai sardi, che schierati con un rapidissimo tridente formato da Ribeiro, Ibarbo e Sau bucano la distratta, altissima e mal posizionata difesa giallorossa, con quest’ultimo che va via sul fondo e mette in mezzo per l’accorrente Nainggolan che insacca l’1 a 0. I padroni di casa, colpiti a freddo, faticano a reagire, con il solo Totti che inventa e crea giocate, trovando l’1 a 1 con una bella punizione, risultato con cui termina il primo tempo. E’, però, solo un fuoco di paglia: nella ripresa è il Cagliari che continua a comportarsi come la migliore Roma di Zeman, con un gioco d’attacco sfavillante, rapide e micidiali ripartenze, con gli attacchi che si sviluppano dalle linee esterne, con i terzini che spingono notevolmente, a fronte degli avversari senza cuore e spirito, la cui difesa continua ad essere perforata con enorme facilità. E’ prima Goicoechea, ancora una volta preferito a Stekelenburg, a commettere un gravissimo errore, controllando con mani di burro un cross di Avelar, che devia involontariamente verso la sua porta per il 2 a 1. L’episodio colpisce duramente i padroni di casa che non hanno né la forza né la grinta di riaprire la partita ed anzi subiscono passivamente le ripartenze, con gli scatenati Ibarbo e Sau che confezionano il 3 a 1 (con il primo che va via sul fondo e trova in mezzo il secondo che insacca di testa). Creano poi altre pericolosissime occasioni in contropiede (le più clamorose, i pali di Ribeiro e Sau) con il 4 a 1 di Pisano, che corregge in rete una conclusione di Sau sulla traversa, con la Roma, ed in particolar modo la sua difesa, che già da tempo ha staccato la spina. Riesce solo a trovare l’inutile 4 a 2 con Marquinho, per una sconfitta finale e l’esonero di Zeman, che vista la prestazione dimessa ed arrendevole della squadra, è stato inevitabile. Il secondo anticipo vede fronteggiarsi TORINO e SAMPDORIA per lo 0 a 0 finale. L’inizio è equilibrato: le due squadre sono molto prudenti, con le rispettive zone ben presidiate tanto che gli attaccanti dei due fronti (Eder-Icardi e Meggiorni-Barreto) non riescono a trovare spazio. Ecco però che intorno al 25esimo la Samp abbassa il ritmo, così da permettere verticalizzazioni per gli avversari, che allargano il gioco sugli esterni che rompono gli equilibri e la prima chance è quella di Cerci da calcio d’angolo, con una pericolosa palla che taglia tutta l’area (fermato però da una grandissima parata di Romero, che salva il risultato). E’ ancora il Toro che sfiora la rete con Glick che non trova la deviazione su tiro cross di Masiello, a cui segue ancora l’occasione per Barreto che, di testa, spara alto da ottima posizione, a fronte di una Samp molto poco incisiva che bada soprattutto a difendersi. Il secondo tempo vede offrire poco da ambo due le compagini, che badano maggiormente a difendersi, senza cercare con insistenza la via del gol, con una sola pericolosa conclusione di Poli che colpisce troppo esternamente dal limite dell’area, per un pareggio, che tutto sommato, pare giusto e va bene ad entrambe le squadre. L’anticipo serale vede il NAPOLI opposto al CATANIA vincere per 2 a 0. Prova solida e convincente quella dei partenopei: grazie alla qualità di Hamsik ed alle sovrapposizioni degli esterni Mesto e Zuniga, producono sin da subito buon calcio, con la prima occasione che non tarda ad arrivare con Pandev che conclude con un bel sinistro di poco alto. Il Catania non sta a guardare e quando può cerca di colpire sfruttando la sua arma migliore, l’estro e il talento dei suoi esterni d’attacco, con Barrientos che conclude dal limite dell’area con un gran tiro che termina però alto. Gli etnei non sono altrettanto vivi in difesa (pesa molto l’assenza dell’esperto Legrottaglie), faticano a contenere gli avversari sugli esterni e i centrali sono mal posizionati in area, permettono così a Zuniga di accentrarsi agevolmente dall’out di sinistra e realizzare un tiro cross che trova solo soletto Hamsik sul secondo palo che ribadisce in rete l’1 a 0. Il Catania, dopo aver rischiato di subire il 2 a 0 con una bella traversa di Cavani, costruisce la miglior occasione con Biagianti che verticalizza alla perfezione per Barrientos, che colpisce clamorosamente fuori a due passi da De Sanctis. Gol sbagliato, gol subito: la legge del calcio si materializza poco dopo con la retroguardia etnea, che ancora dall’esterno, si fa trovare impreparata, lasciando addirittura tre uomini soli in area e Cannavaro, sul cross di Hamsik, riesce ad insaccare il 2 a 0 in perfetta solitudine, suggellando la fine della prima frazione di gioco. Il secondo tempo vede il Catania provare a rendersi pericoloso con i vivaci Gomez e Barrientos, oltre al tentativo su calcio piazzato di Lodi, ben sventato da Hamsik, ma il Napoli dimostra di essere davvero granitico nel reparto difensivo, quasi impenetrabile, così come nell’ottima diga di centrocampo, che impedisce agli etnei di contrattaccare. La squadra di Mazzarri non rischia mai più di tanto, cerca di colpire di rimessa, beneficiando degli spazi lasciati dagli avversari, con alcuni pericolosi contropiedi guidati da Hamsik ed una buona occasione di testa per Cavani. Il match si conclude con la meritata vittoria del Napoli, a fronte di un buon Catania, che si vede punito per due grosse disattenzioni difensive. Il lunch match vede di scena la sfida tra CHIEVO VERONA e JUVENTUS, che si conclude per 2 a 1 a favore della compagine bianconera. Nei primi minuti i padroni di casa che pressano asfissiantemente i portatori di palla juventini, che non riescono a ragionare e a creare interessanti trame di gioco, visti i pochi spazi a disposizione. La capolista, però, dispone di qualità da vendere nei suoi uomini di centrocampo e si porta in vantaggio con una gran giocata di Vidal, che verticalizza per Matri, che elude il suo marcatore ed insacca l’1 a 0 con uno splendido sinistro al volo. Il gol accende la Juve, con Pirlo che sale in cattedra servendo al meglio i compagni, allargando bene il gioco (soprattutto sulla destra) e verticalizzando spesso per le punte, con i fisici centrali veronesi che soffrono la velocità di Giovinco. È proprio sull’out di destra che si sviluppano le più importanti palle gol per i bianconeri con Lichtsteiner, che in forma fisica super, oltre a sfornare cross a ripetizione, taglia splendidamente alle spalle di Jokic (che fatica notevolmente a contenerlo) sfiorando prima la rete, poi, su grande azione di contropiede orchestrata da Matri e rifinita da Giovinco, incrocia di sinistro per il 2 a 0. Di contro, il Chievo fatica a scavalcare la diga juventina, con la sola occasione di Paloschi che, servito con una delle rare verticalizzazioni venete, tira debolmente. Il secondo tempo vede gli scaligeri entrare in campo con un atteggiamento più volenteroso del primo, con un baricentro più alto, con i centrocampisti che accompagnano maggiormente il gioco, servendo gli attaccanti e facendosi trovare a rimorchio, nel seguire l’azione. È proprio su una sponda del centrocampista Hetemaj che Théréau trova il gol del 2 a 1 con un bel destro che si insacca nell’angolo alla destra di Buffon. La rete da morale al Chievo, con il francese che galvanizzato da quanto appena realizzato, inventa giocate per i compagni e con Jokic, molto propositivo sull’out di sinistra, che sforna diversi interessanti cross per i suoi, oltre ad andare al tiro, con il portiere juventino sempre attento. Con il passare dei minuti, però, la Juve regge l’urto avversario e difende con ordine senza correre grossi rischi fino al termine. Perde un’importante gara l’INTER che viene sconfitta a SIENA per 3 a 1. L’inizio è equilibrato, con ambedue le squadre attente a non scoprirsi troppo, con le occasioni che scaturiscono solo da giocate personali, con l’Inter che si fa per prima pericolosa con Guarin che esplode un bolide, ben sventato da Pegolo, e poi con Juan Jesus che impegna ancora l’attento numero uno senese con una splendida acrobazia. Il Siena, però, non sta affatto a guardare ed anzi, con il passare dei minuti, sale di intensità e di ardore agonistico, con la manovra che si sviluppa soprattutto sulle fasce laterali, prima con Rosina, che inventa un bel sinistro a giro ben sventato da Handanovic e poi con lo scatenato Rubin che si mangia la corsia e giunge sul fondo, trovando in mezzo Emeghara che insacca l’1 a 0. Immediata la reazione interista con una giocata individuale di uno dei suoi migliori talenti, Cassano, che disegna un tiro cross da sinistra, che non viene deviato da nessun compagno e sorprende Pegolo terminando la sua corsa in rete per l’1 a 1. Il Siena, però, appare più determinato e cattivo a livello agonistico e un'altra buona azione di Rubin porta Sestu al tiro, che realizza un gol da cineteca, con un destro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali per il 2 a 1. Il vantaggio del Siena sveglia l’Inter che trova (soprattutto coi centrocampisti che aumentano il proprio raggio d’azione) maggiore spazio per concludere e servire le punte con il neo acquisto Kuzmanovic che sfiora il gol dalla distanza. Si ha poi un dubbio fallo da rigore su Cassano e pericoli anche dalle fasce laterali che spingono con più intensità con Nagatomo che pennella per la testa di Schelotto, che colpisce troppo debolmente e Pegolo è bravo a respingere. L’Inter, però, lascia alcuni invitanti spazi agli avversari, con Sestu che in giornata di grazia disegna uno splendido assist per Emeghara che viene steso da Chivu causando l’espulsione del rumeno ed il rigore trasformato freddamente da Rosina. Il gol chiude virtualmente la partita, anche se i nerazzurri, nonostante l’uomo in meno, tentano comunque di riaprirla con l’orgoglio e con Guarin tra i più pericolosi, che prima impegna Pegolo su punizione e poi, su un suo tiro cross dal fondo, Cassano colpisce la traversa, lasciando invariato il risultato. Finisce per 2 a 0 la sfida tra FIORENTINA e PARMA. Partono meglio i viola, che beneficiano notevolmente del rientro di Pizarro, che aggiunge tasso qualitativo ai suoi ed insieme a Valero si impossessa della mediana, attivando soprattutto gli esterni, con il solito Cuadrado in gran spolvero, che cerca la testa di Toni, ben marcato dai fisici centrali emiliani. Il Parma, però, non sta a guardare e dopo un inizio sotto tono realizza un gran pressing sui primi portatori di palla avversari, che gli permette di recuperare palloni interessanti sulla trequarti, cercando di utilizzare al meglio le sue armi migliori, come la velocità di Biabiany che serve Belfodil a centro area, con Viviano bravo a respingere. I viola rischiano ancora per una palla ingenuamente persa nei pressi della difesa, con Valdes che recupera il pallone e calcia immediatamente, con la sfera che esce di poco a lato. I padroni di casa soffrono soprattutto Biabiany sulla destra, ma trovano nel solito Cuadrado la giocata vincente, con un preciso cross che serve Toni, che con una splendida torsione di testa bacia la parte interna del palo per l’1 a 0, a fronte di un Parma ancora pericoloso con l’imprendibile Biabiany, che serve Sansone sulla destra, che conclude con un destro a giro, con Viviano ancora attento nell’intervento, sancendo così la fine del primo tempo. La ripresa vede ancora protagonisti gli esterni, con Pasqual che realizza un bel cross che trova Migliaccio, che offre una splendida sponda per Jovetic che sotto misura realizza il 2 a 0. Pur mancando un’infinità di tempo alla fine, la pratica termina qui con il Parma che stacca mentalmente la spina, non lottando più con ardore, con il solo Biabiany che tenta qualche iniziativa personale, a fronte di una viola che controlla tranquillamente il risultato rischiando di trovare il terzo gol soprattutto con Cuadrado, per la meritata vittoria finale. La sfida salvezza tra PESCARA e BOLOGNA termina per 3 a 2 a favore dei rossoblu. Dopo i primi minuti di studio senza che nessuna delle due squadre riesca a pungere in maniera consistente, la gara cambia rotta e si vede segnata da numerose giocate individuali che costringono le rispettive difese a numerosi falli che portano alla concessione di diversi rigori. E’ prima Weiss, steso in area, che realizza l’1 a 0 e poco dopo viene concesso un altro penalty a favore degli ospiti per fallo di Zanon su Cherubin, freddamente trasformato da Diamanti. Continua la girandola di episodi che non lasciano intravedere bel gioco nel match, con una azione personale di Weiss che steso da Taider si vede concedere un secondo rigore, realizzato dal compagno D’agostino. La seconda frazione di gioco vede salire in cattedra il Bologna che, grazie alla qualità di Diamanti, alla buona spinta sulle corsie laterali di Morleo ed agli inserimenti dei centrocampisti costruisce le occasioni migliori. La prima parte dal piede di Diamanti che trova la testa di Gilardino per il 2 a 2. Successivamente, una delle innumerevoli discese di Cherubin viene premiata da un bel cross per Kone che batte Perin per il 3-2 finale. 3-2 anche il risultato finale tra GENOA e LAZIO. Ottima partenza dei rossoblu, con Kucka e Matuzalem, padroni del centrocampo, che limitano notevolmente Ledesma, che fatica a mettere in moto i compagni, oltre a recuperare moltissimi palloni, con il secondo, che fa girare la squadra al meglio, servendo i suoi sulla corsa. Anche gli attaccanti sono abili a concretizzare le occasioni, prima con Borriello, che è lesto su convulsa azione da calcio d’angolo a scagliare in rete un potente sinistro per l’1 a 0 e successivamente Bertolacci, che dal limite dell’area si inventa uno splendido sinistro che si insacca nell’angolo per il 2 a 0, a fronte di una Lazio che non riesce quasi mai a farsi pericolosa. Nel secondo tempo, vista l’assenza di Hernanes, gli ospiti vedono salire in cattedra la qualità di Mauri, che si accende sulla trequarti, dispensando giocate e qualità per i compagni. Anche Floccari si fa sentire nell’area avversaria e mette in difficoltà i rossoblu, trovando il gol con un bel destro su un bel lancio di Lulic e successivamente con lo stesso Mauri, che trasforma un rigore per fallo di Borriello su Cana. Nei minuti finali, entrambe le squadre hanno buone occasioni, ma il Genoa dimostra di aver più fame di vittoria, sancendo la giornata nera del pacchetto arretrato biancoceleste, i cui centrali si lasciano sorprendere da Rigoni che colpisce liberamente di testa facendo tremare la rete. Finisce per 2 reti a 1 la sfida tra PALERMO e ATALANTA. Primo tempo equilibrato, con Fabbrini ed Ilicic per il Palermo che creano presupposti di pericolosità, in particolare con il neo arrivato che crea la miglior occasione, con un bel destro che impegna Consigli. I bergamaschi sono però solidi in mezzo al campo, concedono poco e difendono attentamente, disponendo di maggior qualità in mediana, con Parra, preferito inizialmente a Denis, che viene lanciato alla perfezione nella più interessante occasione, con Sorrentino che è bravissimo a respingere. Il secondo tempo vede l’Atalanta salire notevolmente il proprio raggio d’azione, con i centrocampisti che supportano gli attaccanti e si inseriscono anche in fase offensiva, con il neoentrato Denis che crea maggior spazio per i compagni, con Radovanovic che trova un gran tiro che fa tremare la traversa, con l’accorrente Carmona che ribadisce in rete di testa. Il Palermo appare in confusione, con poco rigore tattico, ma soprattutto con una difesa distratta, che si lascia trovare impreparata e completamente scoperta, con Stendardo che recupera palla in difesa e lancia subito Denis, che dispone di una prateria e si invola verso la porta scaricando alle spalle di Sorrentino un potente esterno destro. Inutile nel finale la reazione del Palermo, che porta alla rete del neo acquisto Nelson, ben trovato da un cross sulla destra, ed i tentativi di Fabbrini ed Ilicic, tra i pochi in grado di inventare per i compagni, con la migliore occasione che porta la firma del neo acquisto Boselli che di testa chiama alla grande risposta Consigli, con il risultato che non cambia e con l’esonero di Gasperini sempre più vicino. Il posticipo serale si conclude per 2 a 1 a favore del MILAN contro l’UDINESE. Pronti via ed è subito Balotelli che va vicinissimo alla rete dopo una palla lavorata da Niang. L’inizio fiammante del neo arrivato e dei suoi compagni è confermato dai minuti successivi che vedono un Milan compatto in fase difensiva, ermetico nella cerniera di centrocampo con Montolivo alla regia e le mezz’ale Flamini e Nocerino che attaccano e coprono alla perfezione, oltre agli esterni di difesa che spingono notevolmente servendo gli attaccanti che si muovono alla perfezione con veloci uno-due che mettono in difficoltà la retroguardia avversaria. Le azioni da gol non tardano ad arrivare con Balotelli che prima serve Niang (il cui destro è ben sventato da Padelli) poi crea un’occasione di testa per El Shaarawy. La rete arriva proprio con l’attaccante più atteso che raccoglie un bell’assist del faraone sulla sinistra dal fondo e inchioda l’1 a 0 con un bel potente sinistro sul primo palo. E’ sempre lui ad avere la migliore occasione per i suoi con un bel destro a giro sventato al meglio da Padelli, a fronte di un’Udinese che fatica moltissimo ad uscire, creando solo sporadiche ripartenze con Muriel che spreca però la più importante di queste, peccando di egoismo e non servendo un compagno ben appostato in area, ma tentando l’azione personale con la difesa milanista che disinnesca il pericolo. Il secondo tempo si apre inizialmente con il Milan che, grazie alle ampie spaziature tra i reparti, continua a mantenere la pressione alta soprattutto sugli esterni con El Shaarawy che ha due buone occasioni anche se la mira è imprecisa. I friulani, però, escono dagli spogliatoi con grande grinta e ardore, producendo una buona verticalizzazione di Lazzari che trova Di Natale che colpisce però alto al volo, ma successivamente, su un altro lancio lungo, la difesa del Milan si fa ancora trovare distratta, ma questa volta viene punita con Muriel abile a scattare in profondità e a trovare in mezzo Pinzi, che colpisce di sinistro con il disperato tentativo di Zapata che non evita la rete. Dopo il gol, le certezze del Milan, fino a quel momento sfavillante, iniziano ad affievolirsi con l’Udinese che prende fiducia e riesce per buoni tratti ad ottenere il possesso palla a centrocampo, spaziando bene il pallone, cercando l’imbucata per servire le due punte, con la sua difesa che prende le misure al tridente avversario. I rossoneri non ci stanno e spingono a pieno organico nel tentativo di trovare il pari, con le sovrapposizioni continue dei terzini che scodellano diversi interessanti palloni per le punte, con Niang, Balotelli ed El Sharaawy che si cercano trovando spesso la conclusione, con il gol che però non arriva, a fronte dei tentativi di contropiede avversari, anche se al 92esimo viene concesso un dubbio rigore per fallo sul faraone con Balotelli che trasforma freddamente. Nel tirare le somme, Juventus e Napoli rimangono a soli 3 punti di distanza, mentre perdono importanti punti Champions Lazio ed Inter, entrambe sconfitte, a favore di Fiorentina e Milan.

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