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Fuori campo

Juve che vittoria! Il Napoli risponde

I bianconeri sono eccezionali contro una Roma allo sbando. Il Napoli, con un rigore, tiene il passo. Bene Lazio e Inter vittoriose e terze in classifica. Un pari per il Milan.

Chiude i battenti la 6^ giornata: il campionato sta entrando nel vivo. I primi a scendere in campo sono Parma e Milan: buona la prestazione dei rossoneri che dà seguito ai segnali positivi intravisti nell’ultima partita disputata. Motivi per far sorridere Allegri sono El Shraarawy, ultimamente a segno con regolarità, e il giovanissimo De Sciglio che, schierato a sinistra, compie una buona prova, mostrando personalità e dinamismo, tanto che, a detta di molti, viene accostato a Paolo Maldini. Il Parma, che non disputa una delle sue migliori partite subendo spesso le iniziative rossonere, viene salvato da un bel calcio di punizione di Galloppa. La solita Juventus stende la Roma di Zeman con una prova maestosa di tutti i suoi effettivi. Il risultato di 4 a 1 rispecchia a pieno la differenza di valori visti in campo. La partita è un monologo bianconero dal primo all’ultimo minuto. A farla da padrone è il centrocampo juventino con le prove sontuose di un Pirlo in gran serata, che compie lanci millimetrici mettendo spesso e volentieri in porta i propri compagni e realizza uno splendido gol su punizione. Merita una citazione anche Marchisio per i suoi continui inserimenti e per la sue puntuali coperture in fase difensiva. Nel metch del mezzogiorno si conferma la prospettiva di un campionato a centro classifica per Udinese e Genoa che terminano la gara sullo 0-0. Si fa preferire l’Udinese che mostra un buon gioco, seppur non riesca mai a pungere in avanti. La squadra risente indubbiamente dell’assenza di Di Natale (per una lite, pare rientrata, con Guidolin), che mette a nudo le lacune di talento e cinismo degli avanti friulani con l’eccezione del giovane e talentuoso Fabbrini che disputa una prova positiva. Dal canto suo, il Genoa compie una partita ordinata e attenta in fase difensiva con il solito Frey di questo inizio stagione che fa buona guardia. Manca, però, la giocata degli attaccanti con un Immobile un po’ appannato e un Borriello volenteroso, ma mai ben servito dai compagni e che risente dell’assenza di Vargas, uno dei migliori nella rosa del Genoa nell’offrire cross tesi e tagliati per lo stesso attaccante. Rialza la testa il Palermo che con una buona prova regola per 4 a 1 un Chievo Verona sempre più in basso nella graduatoria e con un Di Carlo la cui panchina comincia seriamente a traballare.
Il reperto peggiore è stato quello difensivo, ma anche il centrocampo non è da meno con la sola eccezione di Marco Rigoni che prova ad accendere la luce in un pomeriggio buio per i suoi. La sconfitta del Chievo è dovuta, oltre a i propri demeriti, alla straripante prova di Miccoli, grande attaccante italiano che quasi da solo porta a casa il match con tre reti di splendida fattura. La Lazio rialza la testa e porta a casa, non senza qualche patema, la partita in casa contro un Siena che non molla fino all’ultimo dimostrando di essere una squadra ostica e tignosa per tutti. Oltre al solito Klose, Petkovic può sorridere anche per la prova di Ederson che sostituisce al meglio un uomo fondamentale come Hernanes, segnando un gol e giocando una buona partita da incursore, dimostrandosi potenzialmente duttile anche in altre parti del campo grazie alle sue buone qualità fisiche e tecniche. Il Siena, nonostante abbia subito il gioco avversario per gran parte della partita, conferma di essere una squadra che non molla mai, rispecchiando lo spirito del suo combattente allenatore Cosmi. Buone le prove di Paci, che ha il merito di segnare la rete della speranza, e di Calaiò, che sgomita per tutta la partita tra i centrali biancolcelesti, ma al quale manca l’apporto del resto dei compagni di reparto che lo lasciano troppo solo. Esce ancora sconfitto il Cagliari: nonostante disputi finalmente una partita in casa con l’apporto del proprio pubblico perde contro il Pescara a causa del secondo gol consecutivo da tre punti di Weiss. Inutile per i sardi la rete della speranza a pochi minuti dal termine con il rigore di Pinilla. Ora per il Cagliari, dopo i tumulti per la partita persa a tavolino con la Roma e le polemiche sulla vicenda stadio (parzialmente risolta), c’è da fronteggiare la contestazione dei tifosi contro la squadra e contro l’allenatore e una classifica sempre più deficitaria. Questa sesta giornata è segnata, inoltre, da un altro bomber made In Italy, quel Gilardino che dopo aver perso stimoli, gol e motivazioni a Firenze prima e a Genova poi, trascina alla vittoria il suo Bologna per quattro a zero mettendo a segno due marcature nella sfida contro il Catania. Per gli etnei, che in trasferta sono spesse volte la brutta copia della squadra che in casa è quasi inespugnabile, nulla di buono da registrare, ma un black out nel gioco e nelle idee che colpisce tutti suoi effettivi. La notizia della giornata è la vittoria per 5 a 1 del Torino che, trascinato da un super Bianchi, autore anch’esso di una doppietta, regola l’Atalanta a Bergamo. Eppure erano stati i bergamaschi a passare in vantaggio con Denis, ma poi, con il trascorrere dei minuti, i padroni di casa si sono lentamente spenti lasciando il campo agli avversari che beneficiano dell’ottima prova del centrocampo e dell’indovinatissimo cambio di Stevanovic che entra, segna e con grandi giocate si merita l’appellativo di migliore in campo. La vittoria più importante del pomeriggio è quella del Napoli che, nell’insidiosa trasferta di Genova, vince per uno a zero grazie ad una rete realizzata dal matador su un contestatissimo rigore. A creare la giocata vincente è lo slovacco Hamsik, che dopo la partenza di Lavezzi è diventato ancora più leader di questa squadra in concomitanza con il compagno Cavani. Bene la difesa ed il centrocampo è solido ed equilibrato. Nonostante tutto, la Sampdoria esce a testa alta da questo scontro e si conferma tra le sorprese della serie A. Disputa l’ennesima buona prova in questo suo brillante inizio di stagione e paga, forse più di quanto abbia meritato, le disattenzioni in fase difensiva di Rossini e Gastaldello, che oltre a commettere fallo da rigore, si fa anche espellere. In fase offensiva il più ispirato è senza dubbio Eder, che riesce più volte a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria con giocate rapide e continue accelerazioni. La giornata si chiude con l’interessante sfida tra Inter e Fiorentina che si danno battaglia in un bel match intenso e dagli alti contenuti tecnici. A spuntarla alla fine sono i nerazzurri che vincono per due reti a uno. Buona la prova della squadra, con la difesa a 3 schierata nuovamente dal suo tecnico che nonostante qualche sbavatura inizia a farsi apprezzare. Solida la prova del centrocampo che costruisce e rompe allo stesso tempo le trame di gioco degli avversari. Una nota di merito va, invece, agli attaccanti che disputano un ottimo incontro che con un Coutinho ispirato, un Cassano in gran serata che compie a ripetizione splendide giocate ed è anche autore di una rete, e un Milito che nonostante sprechi molte palle gol mette a segno un rigore e sfiora spesso la seconda marcatura anche con giocate personali di pregevole fattura. Per la viola non bene il reparto difensivo, in particolare con Rodriguez ingenuo nel commettere un brutto fallo che gli costa la seconda ammonizione obbligando i suoi a giocare la fase più importante della partita con un uomo in meno. Non in gran serata neppure i due uomini di qualità del centrocampo, Pizarro e Valero, quest'ultimo che soprattutto nel primo tempo perde palloni banali in zone vitali del campo, consentendo agli avversari di compiere numerose ripartenze. Ma chi delude di più è Jovetic che disputa una gara quasi impalpabile e si perde spesso in leziosismi non trovando mai la giocata vincente.
Tirando le somme la Juventus e il Napoli ci sono ed oggi le uniche squadre che sembrano poter tenere il passo sono la Lazio e l’Inter.

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