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Bernate Ticino

Da Stezzano a Casate... con la fiaccola!

Sabato 15 settembre 2012, ore 6,15 del mattino: trenta individui assonnati in tuta e maglia verde si sono dati appuntamento sul piazzale della Chiesa di Casate Ticino, pronti per partire. Destinazione: Santuario Madonna dei Campi di Stezzano, Bergamo. Scopo del viaggio: portare la “fiamma della fede” dal santuario bergamasco a Casate, correndo uno alla volta a una media di 11,5 km/h fra vari paesi e città e passandosi di mano in mano la torcia benedetta, ricalcando quella che è ormai una tradizione che si ripete da anni in occasione della festa patronale: la storica fiaccolata.
Dopo gli ultimi aggiustamenti riguardo ai vari “equipaggi” e dopo aver pazientemente atteso i soliti ritardatari, i tedofori mettono in moto le auto e giungono a Stezzano circa un’ora dopo. Nel santuario, però, è ancora in corso la celebrazione della Messa mattutina e allora i nostri sono costretti ad aspettare nel parcheggio, dove, tra una risata e uno scherzo, già si inizia a respirare l’atmosfera tipica della fiaccolata. Con l’accensione della storica torcia da parte del prete del santuario e dopo la tradizionale foto ricordo davanti alla basilica, si parte per tornare a casa, ma a piedi, o meglio, di corsa!
La prima tedofora dà così il via alla fiaccolata 2012, seguita poi da tutti gli altri in successione. Ognuno corre tenendo alta la torcia, orgoglioso di contribuire a questa missione, che spesso comporta insulti da parte di automobilisti che non sopportano di essere rallentati nella loro marcia, ma anche tanta gioia, risate e buon umore. La regola prevede che ogni persona debba correre per un km e, quando l’intero equipaggio di una macchina completa il suo turno, può raggiungere gli altri in apposite piazzole, fermarsi per una breve pausa in un bar o assumere zuccheri e proteine per il prossimo turno di corsa, che arriva sempre troppo presto.
La giornata trascorre così, fino ad arrivare alla pausa generale prevista per le ore 16,11 (gli organizzatori sono sempre precisi e attenti a rispettare rigorosamente la tabella di marcia) in un prato affiancato da un vecchio cortile, nel quale molti stendono gli asciugamani e ne approfittano per una breve siesta, mentre altri si divertono a fare scherzi (alcuni molto ben pianificati) ai componenti degli altri equipaggi. Dopo un’ora esatta bisogna ripartire per giungere al paesello in tempo per la Santa Messa delle 20,45, celebrata, sempre rispettando la tradizione, sul campo da calcio dell’oratorio maschile.
Verso le ore 20,15, i tedofori ritornano finalmente a Casate e si riuniscono in un parcheggio in “periferia”, consapevoli del fatto che la giornata sia letteralmente “volata”, ma anche in trepidante attesa dell’ingresso in piazza, il momento più adrenalinico dell’intera fiaccolata. Ognuno indossa la propria maglia verde con l’immagine di una fiamma che arde e prende una torcia che provvede ad accendere con la luce della fiaccola. Quando il campanile suona, tutti si dispongono su due file e iniziano a correre verso la Chiesa. Appena svoltato l’angolo, si sente il vociare della folla in attesa e le esclamazioni dei più anziani in dialetto “Arivan!!”, seguite da un caloroso applauso che prosegue con l’entrata in oratorio, sempre correndo, attraverso il “corridoio” centrale che conduce all’altare: un’emozione, questa, che i partecipanti storici della fiaccolata conoscono molto bene, ma alla quale non ci si abitua mai, e un sentimento nuovo per i novellini. I tedofori si dispongono di fronte all’altare e, dopo una breve preghiera, viene acceso il braciere principale e poi tutti gli altri collocati alle estremità delle file di sedie. Ha inizio la Santa Messa, il che significa che anche per quest’anno la fiaccolata si è conclusa e le torce non ardono più, ma ciò che veramente conta è il fuoco dentro.

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