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Politica

"Poche donne ai vertici delle aziende"

“Guardando i dati raccolti dall’Unione Europea in merito alle donne ai vertici delle aziende, purtroppo ancora una volta notiamo che l’Italia se non è maglia nera, sicuramente è grigissima”. È il commento di Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&D, all’analisi presentata sui progressi fatti con le misure di autoregolamentazione introdotte un anno fa.

“I dati ci dicono che la presenza delle donne ai vertici delle principali società europee è di appena il 13,7% (pari a un consigliere su sette). Un risultato lievemente migliore rispetto all’11,8% del 2010, ma che certamente non basta perché, andando avanti in questo modo ci vorranno ancora 40 anni per raggiungere un equilibrio di genere accettabile (cioè con entrambi i sessi rappresentati per almeno il 40%). L’Italia è non solo al di sotto della media, ma anche in fondo alla classifica e nel 2010 vedeva un 4,5% di donne nei consigli di amministrazione, nel 2011 un 5,9% e adesso si parla di un 6,1%. È chiaro che questo non va bene”, prosegue Toia, ricordando che “Diversi studi dimostrano che le società con rappresentanza paritaria realizzano profitti del 56% superiori rispetto a quelle a conduzione unicamente maschile: le donne producono, si impegnano e lavorano, spesso, molto meglio e con risultati migliori dei loro colleghi uomini e la loro partecipazione al mercato del lavoro costituisce un notevole incremento del PIL. E allora non si capisce perché debbano continuare a restare escluse dai posti chiave e decisionali delle aziende”.

“Occorre agire in fretta, trovare misure che consentano anche alle donne di compiere carriere pari a quelle degli uomini e che garantiscano loro di poter accedere agli stessi ruoli chiave. L’Europa per le donne deve fare di più e ci impegneremo per questo in Parlamento Europeo. L’autoregolamentazione voluta della Commissaria Viviane Reding che chiedeva alle società europee quotate in borsa di impegnarsi a portare le donne nei consigli di amministrazione non ha dato i risultati sperati e, oggi, se si vuole ottenere qualcosa, occorrono misure più stringenti che impongano, là dove manca la volontà, di garantire alle donne la possibilità di avere dei ruoli strategici” – conclude Patrizia Toia

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