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Autotrasportatori e agricoltori mobilitati contro il rincaro del gasolio e i costi delle imprese. Fermi e presidi rallentano le merci, con ripercussioni su rifornimenti e prodotti freschi.
Camion fermi, trattori in corteo e presidi lungo le principali vie di collegamento. Nel Sud Italia prosegue la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti e l’aumento dei costi che mette in difficoltà imprese e famiglie. Una protesta articolata in iniziative territoriali, con modalità e scadenze differenti, che sta interessando Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, con manifestazioni anche in Molise.
Al centro delle rivendicazioni c’è la sostenibilità del lavoro: trasportare merci e coltivare i campi costa sempre di più, mentre i margini delle aziende si riducono. In Sicilia, dove il Comitato trasporto siciliano ha proclamato il fermo dal 16 al 20 ottobre, gli operatori chiedono interventi sul credito d’imposta per il gasolio, sulle accise e sui collegamenti marittimi. Il costo dei traghetti rappresenta infatti un ulteriore aggravio per le imprese dell’Isola che devono raggiungere i mercati della penisola.
Alla protesta dei camionisti si affianca quella degli agricoltori. A Bitonto, nel Barese, nella mattinata di martedì 20 ottobre decine di trattori e tir hanno percorso la provinciale 231 per raggiungere la città. Sui mezzi e sui cartelli la richiesta di tutelare il lavoro agricolo, ascoltare i giovani imprenditori e affrontare una situazione segnata da spese crescenti e ricavi insufficienti. La manifestazione è stata organizzata con un presidio conclusivo davanti al Comune.
Le conseguenze si fanno sentire lungo la distribuzione delle merci. In alcune località si registrano difficoltà nei rifornimenti di carburante e una minore disponibilità di prodotti alimentari, soprattutto freschi. In Molise il pastificio La Molisana ha comunicato di aver ridotto i ritmi produttivi, utilizzando le scorte di materie prime per fronteggiare i problemi negli approvvigionamenti.
Gli effetti superano i confini delle regioni coinvolte. Secondo l’Osservatorio del Centro Agroalimentare Roma, i rallentamenti delle consegne dal Sud stanno riducendo la disponibilità di alcuni ortaggi e frutti, con pressioni sui prezzi all’ingrosso. È il passaggio più delicato della vertenza: la difficoltà delle imprese rischia di tradursi in ulteriori costi per i consumatori.
Sul fronte istituzionale, il confronto con le associazioni dell’autotrasporto è arrivato al tavolo di Milano. Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato lo sblocco di circa 480 milioni di euro per le domande di contributo presentate fino al 30 agosto e ulteriori risorse allo studio. Resta da verificare se le misure e gli impegni assunti saranno sufficienti a ottenere la sospensione delle mobilitazioni.