Busto Arsizio, Castano Primo, Nosate, Cronaca
Operazione della Polizia locale di Castano Primo e Nosate insieme a Polizia di Stato e Carabinieri Forestali. Perquisizioni tra Busto Arsizio e il Pavese: rinvenuti anche sei silenziatori e oltre 6.200 munizioni.
Un’indagine su presunti episodi di bracconaggio tra le province di Milano e Varese ha portato al sequestro di 47 armi, sei silenziatori e oltre 6.200 munizioni. Tre le persone denunciate a vario titolo nell’ambito dell’operazione che ha visto impegnata la Polizia locale di Castano Primo e Nosate, insieme al Commissariato di Polizia di Stato di Busto Arsizio, alla Sezione di Polizia giudiziaria della Procura bustocca e ai Nuclei Carabinieri Forestali di Magenta e Varzi.
Le perquisizioni sono scattate alle prime luci dell’alba di venerdì 9 ottobre, in esecuzione di un decreto emesso dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Al centro degli accertamenti, le ipotesi di prelievo illecito di specie protette e furto venatorio di ungulati. Destinatari del provvedimento tre cittadini italiani, tutti incensurati.
Durante i controlli, in due abitazioni di Busto Arsizio sono stati rinvenuti diversi soppressori di suono per armi da fuoco, comunemente chiamati silenziatori. In un altro sito della città e in una proprietà in provincia di Pavia sono state trovate centinaia di munizioni che, secondo quanto riferito dagli investigatori, erano detenute illegalmente. Nelle dimore degli indagati sono inoltre emerse munizioni non denunciate o in quantità superiori ai limiti consentiti.
Gli operatori hanno riscontrato irregolarità anche nella detenzione e nella custodia di alcune armi che, pur regolarmente denunciate, si trovavano in luoghi diversi da quelli dichiarati o erano conservate senza rispettare gli obblighi previsti.
Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro penale e/o amministrativo 30 fucili da caccia, dieci carabine, quattro pistole semiautomatiche, due revolver e un’arma bianca, oltre a sei silenziatori, 6.201 munizioni e 150 grammi di polvere da sparo. Sequestrati anche telefoni cellulari, fototrappole e ottiche da puntamento notturno e termico. Agli interessati sono state ritirate le armi, le munizioni e i relativi porti d’arma.
Nel corso dell’operazione, a uno degli indagati è stata contestata anche la detenzione illegale di sei tartarughe della specie Testudo hermanni, protetta e soggetta alla normativa Cites. Gli animali sono stati sequestrati e affidati a un centro di recupero.
Le indagini proseguiranno con accertamenti tecnici sui silenziatori, per verificare un loro eventuale utilizzo in fatti delittuosi, e sui dispositivi cellulari sequestrati.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate e la loro colpevolezza potrà essere stabilita definitivamente soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.