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Commercio, Malpensa

Vertenza Amazon a Malpensa

In un comunicato congiunto, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e UGL TA esprimono insoddisfazione dopo il terzo incontro in Regione Lombardia: circa metà dei 190 esuberi iniziali sarebbe ancora da ricollocare.

Un percorso di ricollocazione concreto e garanzie per tutti i lavoratori coinvolti. È la richiesta che FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e UGL TA rilanciano attraverso un comunicato stampa diffuso il 13 ottobre, dedicato alla vertenza occupazionale legata al trasferimento delle attività cargo di Amazon da Malpensa a Brescia-Montichiari.

Nella nota, le organizzazioni sindacali riferiscono dell’esito del terzo incontro sulla vicenda, svoltosi il 12 ottobre presso la sede di Regione Lombardia. Un confronto che, secondo la loro valutazione, non avrebbe prodotto avanzamenti significativi rispetto alle richieste di tutela dei lavoratori.

Dei circa 190 esuberi iniziali, durante la riunione sarebbe stato riferito che le persone ancora da ricollocare sono ora circa la metà. Un risultato che i sindacati riconoscono come importante, ma giudicano insufficiente finché resteranno lavoratrici e lavoratori senza una concreta prospettiva occupazionale.

Al centro delle richieste rivolte ad Amazon e GDA Handling c’è la definizione di percorsi preferenziali nelle nuove assunzioni. «È difficile comprendere perché, mentre sono in corso nuove assunzioni sia nelle attività trasferite a Brescia sia presso strutture Amazon più vicine a Malpensa, non si riesca a riconoscere una priorità a chi ha perso il lavoro a causa del trasferimento della commessa», dichiarano le sigle nella nota. Una richiesta motivata dall’esperienza e dalla professionalità maturate dalle persone coinvolte.

Il comunicato richiama inoltre la responsabilità sociale delle aziende verso i lavoratori e il territorio: per i sindacati, il trasferimento di una commessa deve essere accompagnato da soluzioni che tutelino chi ha contribuito per anni a svolgere quelle attività.

Le quattro organizzazioni annunciano che continueranno a sollecitare aziende e istituzioni. È anche in valutazione un presidio, per richiamare l’attenzione pubblica sulla vertenza e rafforzare la richiesta di garanzie occupazionali. Nella nota viene infine sottolineata la necessità di dotare il sistema aeroportuale di Malpensa di strumenti strutturali capaci di prevenire e gestire situazioni analoghe. Il messaggio conclusivo dei sindacati è chiaro: «Nessuno deve essere lasciato indietro».

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