Salute
In un comunicato il sindacato richiama gli studi sul rapporto tra carichi di lavoro ed esiti assistenziali e chiede più assunzioni, condizioni sostenibili e una maggiore valorizzazione economica della professione.
La carenza di infermieri e il sovraccarico nei reparti ospedalieri tornano al centro del dibattito sulla sanità. A sollevare la questione è Nursing Up, che in un comunicato diffuso il 12 ottobre richiama alcune ricerche scientifiche e chiede a Governo e Regioni interventi strutturali per rafforzare gli organici e tutelare la qualità dell’assistenza.
Il sindacato cita uno studio multicentrico italiano pubblicato sul Journal of Advanced Nursing, che ha coinvolto 2.349 infermieri, 158 reparti e 25 ospedali, analizzando gli esiti assistenziali di 21.044 pazienti. Secondo quanto riportato nella nota, nei reparti con maggiori carichi di lavoro infermieristico sono emersi indicatori più elevati di cadute, lesioni da pressione e mortalità. Si tratta di associazioni statistiche, che richiamano l’attenzione sulle condizioni organizzative nelle quali vengono garantite le cure.
«La sicurezza delle cure non può essere affidata alla capacità dei singoli professionisti di sopportare pressioni sempre maggiori», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up. Per il rappresentante sindacale, competenza e responsabilità degli infermieri non possono compensare indefinitamente le carenze di personale.
A delineare la situazione degli organici è anche un’indagine FADOI del marzo 2026, richiamata nel comunicato e condotta su 269 dipartimenti ospedalieri di Medicina interna. I dati riportati indicano una carenza media del 22% del personale infermieristico necessario, con scoperture superiori al 30% nel 18% delle strutture esaminate. Un quadro che, sottolinea Nursing Up, riguarda reparti chiamati ad assistere pazienti anziani, fragili e con bisogni complessi.
Nella nota il sindacato evidenzia inoltre le difficoltà nel rendere attrattiva la professione, richiamando i confronti internazionali sulle retribuzioni e sugli investimenti sanitari. Secondo i dati OCSE citati, la remunerazione media annua degli infermieri ospedalieri italiani, espressa a parità di potere d’acquisto, resta inferiore alla media dei Paesi dell’organizzazione.
Le richieste di Nursing Up sono rivolte al Governo, alle Regioni e alle direzioni sanitarie: assunzioni diffuse, risorse strutturali, condizioni di lavoro sostenibili e una maggiore valorizzazione economica. Il sindacato sollecita anche una programmazione degli organici basata sulla complessità dei pazienti, sui bisogni assistenziali e sul monitoraggio dei carichi di lavoro.
L’obiettivo indicato nel comunicato è trattenere le competenze nel Servizio sanitario nazionale, contrastando dimissioni e trasferimenti all’estero. «Non possiamo pretendere cure sicure senza investire concretamente nei professionisti che quelle cure le garantiscono ogni giorno», conclude De Palma.