Politica
Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia interviene sulle misure per il sistema produttivo: nel 2026 il bando “Nuova Impresa” raggiunge una dotazione complessiva di 11,8 milioni di euro.
Sono 5.376 le nuove imprese che, tra il 2021 e il 2025, hanno beneficiato delle misure regionali dedicate all’avvio di nuove attività in Lombardia. Complessivamente sono stati messi a disposizione 37 milioni di euro di sostegni, che secondo i dati diffusi hanno contribuito ad attivare investimenti per 86,8 milioni di euro.
Numeri sui quali interviene Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, sottolineando il ruolo degli strumenti messi in campo da Regione Lombardia a sostegno del tessuto economico.
«Dietro questi numeri ci sono persone che hanno scelto di investire, aprire un’attività, assumersi un rischio e creare nuove opportunità di lavoro – afferma Garavaglia –. Il compito delle istituzioni non è sostituirsi alle imprese, ma creare le condizioni perché possano nascere, crescere e competere».
Per il 2026, il bando “Nuova Impresa” può contare su una dotazione complessiva di 11,8 milioni di euro, dopo un ulteriore rifinanziamento da 3,8 milioni. Dall’apertura dello sportello, alla fine di aprile, sarebbero già state presentate 1.244 richieste.
La misura è rivolta alla nascita di nuove piccole e medie imprese e ai percorsi di autoimprenditorialità e prevede contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 10mila euro per beneficiario.
Accanto agli incentivi per l’avvio di nuove attività, la programmazione regionale comprende inoltre strumenti per la patrimonializzazione delle aziende, l’accesso al credito, gli investimenti produttivi e i percorsi di transizione digitale e ambientale, anche attraverso le risorse europee del PR FESR 2021-2027.
Tra gli strumenti richiamati figurano anche Microcredito e Basket Bond Lombardia, destinati a facilitare l’accesso alla finanza e ad accompagnare le aziende nei percorsi di sviluppo.
«Il punto qualificante del modello lombardo – conclude Garavaglia – è intervenire nelle diverse fasi della vita di un’impresa, dall’idea iniziale agli investimenti, dalla patrimonializzazione all’accesso al credito, fino alla transizione digitale e ambientale».