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Salute

Malattie cardiovascolari, quasi 20 milioni di morti l’anno nel mondo: «La prevenzione si costruisce ogni giorno»

Alla vigilia della Giornata mondiale del cuore, AMSI, UMEM e Uniti per Unire richiamano l’attenzione su alimentazione, attività fisica, controlli periodici e diagnosi precoce: in Italia oltre 222mila decessi cardiovascolari ogni anno.

Quasi 20 milioni di morti ogni anno nel mondo, circa 1,7 milioni in Europa e oltre 222mila in Italia. Sono i numeri delle malattie cardiovascolari richiamati, alla vigilia della Giornata mondiale del cuore del 29 settembre, da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Uniti per Unire e dalle realtà della rete internazionale impegnate sui temi della salute e della prevenzione.

Un fenomeno che, secondo la ricognizione presentata dalle associazioni, in Italia rappresenta circa il 31% della mortalità complessiva e che continua a porre al centro dell’attenzione fattori di rischio come ipertensione, colesterolo elevato, diabete, sovrappeso, obesità, fumo, sedentarietà e alimentazione poco equilibrata.

«Non possiamo occuparci del cuore soltanto quando arriva un infarto o un ictus – sottolinea il professor Foad Aodi –. La vera sfida è intervenire prima, sui fattori di rischio e sugli stili di vita, accompagnando la persona dall’infanzia alla terza età».

Da qui il richiamo a una prevenzione quotidiana, fondata su alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso, stop al fumo e monitoraggio di pressione arteriosa, glicemia e colesterolo. Un ruolo centrale viene attribuito anche alla dieta mediterranea, con maggiore spazio a frutta, verdura, legumi, cereali e alimenti freschi, limitando invece gli eccessi di sale, zuccheri e grassi.

«Non serve diventare atleti per proteggere il cuore – evidenzia Aodi –. Camminare, muoversi quotidianamente e praticare regolarmente un’attività fisica adeguata all’età e alle proprie condizioni significa già fare prevenzione».

Una cultura della salute che, secondo gli esperti, deve iniziare fin dall’infanzia. Sovrappeso, sedentarietà e cattive abitudini alimentari nei più giovani possono infatti contribuire ad aumentare il rischio cardiovascolare nell’età adulta. Famiglia, scuola, sanità e mondo dello sport diventano così interlocutori fondamentali nella costruzione di comportamenti sani destinati ad accompagnare la persona nel corso della vita.

Particolare attenzione viene riservata anche alle comunità di origine straniera residenti in Italia. Con il passare degli anni possono modificarsi abitudini alimentari e stili di vita, con una crescita dei fattori di rischio. «Non è l’origine geografica a determinare la malattia – precisa Aodi –. Incidono età, alimentazione, attività fisica, condizioni sociali e lavorative, stress, fumo e possibilità di accedere tempestivamente alla prevenzione».

Da qui l’invito a sviluppare campagne multilingue e interculturali, coinvolgendo professionisti sanitari di origine straniera e mediatori, così da facilitare l’accesso agli screening e ai controlli.

Sul tema dell’alimentazione interviene anche la dietista Letizia Aodi, che sottolinea come la dieta non debba essere intesa come una fase temporanea di restrizione, ma come un equilibrio costruito nel tempo, attraverso varietà degli alimenti, corretta distribuzione dei pasti e attenzione alle quantità.

Prevenzione significa però anche diagnosi precoce e capacità di reagire tempestivamente nelle situazioni di emergenza. Il cardiologo Kamran Paknegad, segretario generale AMSI, richiama l’importanza di diffondere nella popolazione la conoscenza delle manovre di primo soccorso, aumentare la presenza dei defibrillatori e promuoverne l’utilizzo, mantenendo alta anche l’attenzione sulla qualità delle visite medico-sportive.

L’obiettivo indicato dalla rete associativa è quindi portare la prevenzione fuori dagli ambulatori: nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei centri sportivi e nei territori.

«La Giornata mondiale del cuore deve essere un punto di partenza, non una celebrazione di ventiquattro ore – conclude Aodi –. Mangiare meglio, muoversi di più, mantenere il peso sotto controllo, non fumare e sottoporsi ai controlli significa investire sulla propria salute. La prevenzione cardiovascolare si costruisce 365 giorni l’anno».

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