Salute, Magenta
Dopo anni di interventi, visite e consulti anche all’estero, Alessio Scorrano lancia un appello dalla sua casa di Magenta: cerca un cardiologo che possa diventare un punto di riferimento e seguirlo nel tempo, possibilmente anche con visite domiciliari.
Questa volta Alessio prova a fare il percorso al contrario. Non più contattare, uno dopo l’altro, specialisti e centri cardiologici in Italia e all’estero, ma lasciare che sia la sua storia a raggiungere un medico disposto ad ascoltarla e, se possibile, a prenderla in carico.
È questo il senso dell’appello pubblicato sui social da Alessio Scorrano, di Magenta, alle prese ormai da anni con una situazione cardiologica particolarmente complessa.
«Scrivo questo post perché mi trovo in una situazione abbastanza difficile e provo a chiedere aiuto anche qui – racconta –. Sto cercando un cardiologo che sia disponibile a prendere in carico il mio caso e a seguirmi nel tempo, anche con visite a domicilio».
Una richiesta nata dopo un lungo percorso fatto di esami, consulti e diversi interventi. Oggi Alessio racconta di essere allettato da tempo, con sintomi diventati sempre più invalidanti e con grandi difficoltà anche negli spostamenti necessari per sottoporsi alle visite.
Il suo quadro clinico parte dalla presenza di un ponte miocardico della coronaria discendente anteriore, per il quale negli anni è stato sottoposto a diversi interventi. Nel 2017 un primo intervento di unroofing è stato seguito dal posizionamento di uno stent; nel 2022 è stato realizzato un bypass LIMA-LAD, successivamente fallito. Nell’aprile 2024 Alessio ha affrontato un nuovo intervento di unroofing e, nell’ottobre dello stesso anno, una nuova angioplastica con il posizionamento di altri due stent.
Nel gennaio 2025, riferisce Alessio nella dettagliata ricostruzione della propria storia clinica, un test all’acetilcolina ha inoltre documentato una marcata iperreattività vasomotoria e vasospasmo coronarico, con una possibile componente microcircolatoria. Ulteriori accertamenti eseguiti nell’agosto dello stesso anno hanno evidenziato anche una possibile componente meccanica dinamica. Alle conseguenze dei molteplici interventi si è aggiunto anche un pectus excavatum acquisito.
Una situazione articolata che rende difficile anche l’impostazione della terapia. Alessio spiega infatti di avere una pressione arteriosa basale molto bassa, elemento che limita la possibilità di aumentare alcuni farmaci, mentre altri trattamenti non avrebbero portato benefici sui sintomi.
Oggi anche attività apparentemente semplici possono diventare impegnative: camminare, stare in piedi, rimanere seduto a lungo e, racconta, persino concentrarsi al computer possono provocare dolore toracico e alterazioni dell’elettrocardiogramma.
Ma il cuore dell’appello non è la ricerca di una soluzione miracolosa.
«Non sto cercando qualcuno che mi prometta di risolvere tutto – precisa Alessio –. Sto cercando soprattutto un punto di riferimento: un cardiologo che conosca la mia situazione, possa seguirmi nel tempo e al quale possa rivolgermi quando i sintomi cambiano o peggiorano».
Da qui la scelta di affidarsi anche alla forza della rete.
L’invito è quindi soprattutto rivolto a chi conosce cardiologi, specialisti o centri che possano avere esperienza nella gestione di quadri coronarici particolarmente complessi: far arrivare loro direttamente la storia di Alessio, perché siano gli stessi professionisti a valutare se esistano le condizioni per seguirlo.
Una condivisione, questa volta, potrebbe davvero fare la differenza: non tanto per raggiungere più persone possibile, ma per riuscire a raggiungere quella giusta.