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Doppio titolo tricolore nel dressage Fisdir per gli atleti dell’Asd Villa Silvia, allenati da Claudio Belardo. A Napoli tre giorni di sport e inclusione.
Due titoli italiani e una nuova importante pagina per l’equitazione paralimpica campana. Davide Riccardelli e Patrizia Amato si sono laureati campioni italiani di equitazione Fisdir, rispettivamente nelle categorie Grado 1 M e Grado 1 E, nella disciplina del dressage.
Entrambi hanno gareggiato in sella a Ringo T, coronando un percorso costruito insieme al dottor Claudio Belardo, istruttore federale paralimpico e coordinatore del Paradressage Fise Campania. I due atleti sono tesserati per l’Asd Villa Silvia e si allenano con Belardo al centro ippico I Tifatini di Caserta.
Il successo è arrivato in occasione del Campionato Italiano di Equitazione Fisdir 2026, disputato dal 18 al 20 settembre al centro ippico Ten – Tradizione Equestre Napoletana di Agnano. Per Napoli si è trattato di un appuntamento particolarmente significativo: per la prima volta la città ha ospitato la rassegna nazionale dedicata agli atleti con disabilità intellettiva e relazionale.
La manifestazione, presentata il 14 settembre nella Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo, è stata organizzata dall’Asd Villa Silvia insieme a Fise e Fisdir Campania e si inserisce nel percorso di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026.
Alle tre giornate hanno preso parte anche numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e sportivo, tra cui il presidente Fisdir Francesco Ambrosio, il delegato regionale Marco Scognamiglio, l’assessora allo Sport del Comune di Napoli Emanuela Ferrante, il presidente del Cip Campania Carmine Mellone, il presidente Fise Campania Salvatore Zotti e il segretario regionale Silvana Pane.
Il risultato di Riccardelli ha avuto anche una ribalta televisiva nazionale: il suo nome è stato ricordato da Eleonora Daniele nel corso del programma “Storie Italiane” su Rai 1, con un riferimento ai protagonisti del paradressage campano.
I due titoli conquistati ad Agnano rappresentano così non soltanto un importante risultato agonistico, ma anche un’ulteriore testimonianza del valore dello sport come occasione di partecipazione, autonomia e inclusione.