Inveruno, Sociale
Don Francesco, suor Silvia e i giovani in un viaggio speciale che ha unito amicizia, fede, relazioni, solidarietà... e avventura.
Un viaggio nato prima di tutto da un’amicizia. Quella costruita a Inveruno con padre Michael Mtonga, giovane missionario del Pime originario dello Zambia, che proprio nella comunità inverunese ha vissuto una parte importante del proprio cammino verso il sacerdozio. «L’idea era andare a trovarlo a casa sua, approfittando del periodo in cui sarebbe rientrato per le vacanze», racconta Pietro Invernizzi. Così un gruppo di quattordici persone, accompagnato da don Francesco Agostani e suor Silvia Testa, è partito alla volta dell’Africa. Ad accoglierli e guidarli, per l’intera esperienza, è stato proprio Michael, diventato il ponte tra due mondi apparentemente lontanissimi. La prima tappa è stata Lusaka, capitale dello Zambia, dove il gruppo è rimasto per una settimana presso la parrocchia di Saint Maurice. Le mattinate erano dedicate al servizio alla Providence Home, struttura gestita da suore indiane della Little Servants of the Divine Providence, che accoglie ragazze con disabilità cognitive e motorie, spesso segnate dall’abbandono e dall’emarginazione. Nel pomeriggio, invece, spazio all’incontro e al gioco con i bambini e i ragazzi dei quartieri vicini. “Abbiamo conosciuto una realtà completamente diversa dalla nostra – spiega Pietro –. Non si trattava soltanto di fare qualcosa, ma soprattutto di stare insieme, condividere il tempo e lasciarsi incontrare”. Il viaggio è proseguito verso Livingstone, nel sud del Paese, con una parentesi maggiormente dedicata alla scoperta del territorio: la visita alle spettacolari cascate Vittoria e due safari, sempre accompagnati da Michael, hanno permesso al gruppo di conoscere anche la straordinaria ricchezza naturalistica dello Zambia. A Mazabuka, invece, i giovani sono stati ospitati dalle suore salesiane della City of Joy, una casa che offre protezione, istruzione e prospettive di autonomia a ragazze orfane, vittime di violenza o provenienti da situazioni familiari particolarmente difficili. Qui hanno incontrato anche i sacerdoti fidei donum ambrosiani e conosciuto un progetto rivolto ai giovani che, attraverso una scuola alberghiera e un ristorante aperto al pubblico, cerca di creare concrete opportunità formative e lavorative. Gli ultimi giorni a Lusaka hanno completato un’esperienza che ha avuto un significato particolare anche per padre Michael. “Per lui è stato bello poterci presentare la sua famiglia, la sua comunità e la sua terra. Era come se le persone ci dicessero: “Lui è venuto da voi, adesso voi siete venuti a incontrare noi”. In qualche modo ce lo hanno affidato”. Dopo gli anni trascorsi nella comunità di Inveruno e Furato e l’ordinazione sacerdotale, dal primo settembre Michael proseguirà il proprio ministero nella comunità Pime di Gaeta. Ma il legame nato con Inveruno continuerà anche grazie a questo viaggio e ai volti incontrati. “Dello Zambia porto con me la povertà, ma soprattutto l’umiltà – conclude Pietro –. È un mondo davvero diverso, con uno stile più semplice e forse più vero. Tutto appare più umano. È stata un’esperienza difficile da spiegare fino in fondo, ma profondamente emozionante”.