Legale
Quando il diritto al calore deve fare i conti con le spese non pagate.
Un condomino non paga le spese per anni e il condominio chiede di staccargli il riscaldamento centralizzato. Misura dura, perché il calore in casa non è una comodità qualsiasi. Il Tribunale di Mantova, con sentenza del 25 agosto 2026, ha però dato ragione al condominio e riaperto una domanda molto concreta: fino a quando gli altri condomini devono pagare anche per chi non paga?
Il caso nasce da una morosità di circa 9.650 euro, maturata in più esercizi condominiali. Il condominio aveva già ottenuto un decreto ingiuntivo, avviato l’esecuzione e promosso un altro ricorso per le somme successive. Alla fine, l’amministratore si è rivolto al Tribunale per far accertare la morosità oltre il semestre e i presupposti per sospendere il riscaldamento, servizio comune utilizzato separatamente dall’appartamento del moroso.
La norma è l’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile: se il ritardo supera sei mesi, l’amministratore può sospendere il condomino moroso dai servizi comuni godibili separatamente. Per il Tribunale non servono né delibera assembleare né preventiva autorizzazione del giudice. Qui, però, il ricorso è stato ritenuto utile perché il riscaldamento resta un servizio delicato, capace di incidere sulla vita quotidiana.
Il punto è semplice: la salute va tutelata, ma non può diventare l’obbligo per i vicini in regola di pagare il calore consumato da chi non versa le quote. Il Tribunale ha pesato anche due fatti decisivi: il condomino non si è difeso e non ha provato condizioni di bisogno; l’appartamento, inoltre, aveva un impianto elettrico autonomo e non restava senza alternative di riscaldamento.
La decisione interessa amministratori, condomini e acquirenti. Agli amministratori dice che, davanti a morosità gravi, non si può restare fermi, anche se serve prudenza sui servizi essenziali. Ai condomini in regola ricorda che la solidarietà ha un limite. A chi compra casa suggerisce un controllo in più: prima del rogito non basta verificare planimetrie e conformità edilizia, ma anche debiti condominiali, cause, decreti ingiuntivi e possibili distacchi già deliberati o richiesti.
Con bollette alte e bilanci condominiali sempre più tesi, la sentenza ha un effetto immediato: chi non paga per lungo tempo non può pretendere che il costo ricada sugli altri. Il distacco, però, non diventa una risposta automatica né punitiva: occorrono una morosità seria, la separata utilizzabilità del servizio e una verifica concreta delle condizioni del condomino. Ogni caso va valutato con attenzione, soprattutto se vi sono situazioni personali documentate, ma il principio è netto: il diritto al calore non può diventare il diritto a farselo pagare dai vicini.