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Ossona

La Fiera di San Bartolomeo

Partecipazione, associazioni, mostre e nuove proposte per l’edizione 2026. Il sindaco Giovanni Venegoni: "Una tradizione resta viva solo se siamo noi a volerla mantenere viva".

Una tradizione capace di cambiare senza perdere le proprie radici. È questo il messaggio che arriva da Ossona all’indomani della Fiera di San Bartolomeo 2026, appuntamento che anche quest’anno ha richiamato cittadini e visitatori e che, con il cambio di giornata, ha provato a rinnovare una formula profondamente legata alla storia del paese.

A tracciare un bilancio dell’iniziativa è il sindaco Giovanni Venegoni, che ha voluto innanzitutto ringraziare la cittadinanza per la partecipazione e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione.

«Il cambio di giorno ha dimostrato che la Fiera di San Bartolomeo sa rinnovarsi e adattarsi, mantenendo viva la tradizione», sottolinea il primo cittadino. Una scelta che rappresentava una delle novità dell’edizione 2026 e che, secondo l’Amministrazione, ha dato una risposta positiva in termini di presenza e coinvolgimento.

Come sempre, però, dietro una giornata di festa c’è il lavoro di una comunità intera. Dalle attività commerciali agli ambulanti, dagli agricoltori e produttori alle tante associazioni del territorio: ADEL, Gruppo Meki, Associazione Miagolando, Moto Club Saturno, Ossona Insieme e Pro Loco “Morus Nigra”, insieme ai rispettivi volontari.

Un ringraziamento è stato rivolto anche alla Polizia Locale, alla Protezione Civile, a don Andrea e ai ministranti, agli operatori delle giostre e a quanti hanno contribuito ad animare i diversi momenti della manifestazione.

Particolarmente ricca anche la proposta culturale ospitata dentro e fuori la Villa Comunale, grazie all’impegno di Mauro Fuse, Alfredo Paonessa ed Emilio Porrati, con il contributo di Foto in Fuga Fotoclub di Inveruno e Simona Foi. Esposizioni e proposte differenti hanno permesso alla Fiera di affiancare alla sua anima più popolare anche spazi dedicati all’arte, alla fotografia, alla storia e alla creatività.

Tra le novità apprezzate anche le dimostrazioni culinarie e gli assaggi proposti dall’Osteria Din Don Dan e dal Mercato del Mare by Merenpesca, che hanno accompagnato la mattinata e arricchito ulteriormente il programma.

Ora, chiusa l’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto al futuro. Perché il valore della Fiera di San Bartolomeo non sta soltanto nella sua storia, ma nella capacità di continuare a coinvolgere generazioni diverse.

«La Fiera di San Bartolomeo è una tradizione, ma una tradizione resta viva solo se siamo noi a volerla mantenere viva – conclude Venegoni –. Continuiamo a crederci, a partecipare e a costruire insieme il futuro della nostra Fiera. Perché la tradizione non si conserva soltanto: si vive, si rinnova e si porta avanti insieme».

Ed è forse proprio questa la fotografia più significativa dell’edizione appena conclusa: una festa di paese che prova a cambiare passo, mantenendo però al centro ciò che da sempre la rende possibile, la partecipazione della comunità ossonese.

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