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Il carburante torna a pesare sui bilanci delle famiglie americane. Il rincaro dell’energia rischia inoltre di alimentare nuove pressioni sui prezzi e di ridurre gli spazi della Federal Reserve per un allentamento dei tassi.
Torna a correre il prezzo della benzina negli Stati Uniti. Venerdì 21 agosto la media nazionale per un gallone di carburante regular ha raggiunto 4,109 dollari, secondo i dati AAA, dopo aver superato la soglia dei 4,10 dollari già nella giornata precedente.
Il confronto con dodici mesi fa fotografa bene l’entità del rincaro: il 20 agosto 2025 la benzina costava mediamente 3,13 dollari al gallone. L’aumento è quindi nell’ordine del 31% in un anno, quasi un dollaro in più per ogni gallone acquistato. AAA sottolinea come quello del 2026 si stia avviando a essere l’agosto più caro mai registrato negli Stati Uniti, con una media mensile finora di circa 4,06 dollari, superiore anche ai livelli dell’agosto 2022.
A spingere verso l’alto i prezzi alla pompa sono soprattutto le quotazioni del petrolio, rimaste nell’area degli 80 dollari al barile in una fase caratterizzata dalle forti tensioni internazionali e dall’instabilità nello Stretto di Hormuz. E questo nonostante la domanda americana di benzina abbia recentemente mostrato un calo.
Un rincaro che rischia ora di farsi sentire direttamente nelle tasche delle famiglie. Negli Stati Uniti, dove l’automobile rappresenta per milioni di persone il principale mezzo per gli spostamenti quotidiani, un aumento così marcato del carburante significa maggiori costi per recarsi al lavoro, accompagnare i figli, viaggiare e acquistare beni e servizi. Ma gli effetti possono propagarsi anche alle imprese attraverso l’aumento delle spese di trasporto e distribuzione.
Il nodo diventa così anche quello dell’inflazione. Un'energia persistentemente cara potrebbe rendere più difficile un rapido ritorno verso l’obiettivo del 2% della Federal Reserve. Un recente sondaggio Reuters tra gli economisti indica infatti che la maggioranza si attende tassi americani fermi al 3,50-3,75% fino alla fine del 2026, proprio mentre la Fed continua a confrontarsi con un’inflazione ancora superiore al proprio obiettivo.
Il caro-benzina è diventato intanto anche un tema politico. L’amministrazione statunitense ha annunciato l’anticipo al 1° settembre della fine di alcuni requisiti sulla benzina estiva, una misura pensata per aumentare l’offerta e cercare di alleggerire i prezzi alla pompa. Resta però da capire quanto l’intervento potrà incidere finché le quotazioni petrolifere continueranno a risentire delle tensioni geopolitiche.
Per le famiglie americane, intanto, il dato più immediato resta quello esposto sui distributori: oltre 4,10 dollari al gallone, un livello che riporta il costo dell’energia al centro delle preoccupazioni economiche del Paese.