Milano
Primi movimenti nell’area dello stadio Meazza, mentre restano aperti interrogativi su autorizzazioni, bonifiche e futuro del quartiere.
Qualcosa ha iniziato a muoversi attorno allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di San Siro. Mentre il futuro dell’impianto continua a essere al centro del dibattito politico, urbanistico e cittadino, nelle ultime settimane residenti e consiglieri comunali hanno segnalato i primi interventi nell’area, tra demolizioni, recinzioni e cartelli che annunciano attività legate alla sicurezza e alla bonifica.
Martedì 23 giugno, proprio mentre il Tar della Lombardia esaminava i ricorsi presentati contro l’abbattimento dello storico stadio milanese, è stata demolita la biglietteria sud del Meazza. La struttura, secondo quanto emerso, dovrebbe essere sostituita da un manufatto temporaneo, ma l’intervento ha subito acceso le polemiche.
A sollevare dubbi è stato Enrico Fedrighini, consigliere comunale del Gruppo Misto, che ha denunciato l’assenza di indicazioni visibili sul cantiere: ‘Ovviamente senza affissione di procedure autorizzative, senza indicazione di appalto, di impresa operante’. Parole che riflettono la richiesta di maggiore chiarezza su un’area destinata, nei prossimi anni, a trasformarsi profondamente.
Il progetto per il nuovo stadio, affidato da Milan e Inter agli studi Foster+Partners e Manica, dovrebbe entrare nel vivo solo nel 2027. Tuttavia, i primi movimenti registrati attorno all’impianto hanno alimentato l’attenzione di cittadini e amministratori, preoccupati che il percorso verso il futuro cantiere possa iniziare prima di una piena condivisione pubblica delle informazioni.
Accanto alla demolizione della biglietteria sud, a far discutere è anche la chiusura del Parco dei Capitani, l’area verde compresa tra via Tesio e il complesso di San Siro. Un luogo conosciuto dai residenti e indicato anche dal Comune di Milano come spazio utile di sollievo durante le ondate di calore. Fino al 1985, proprio in quell’area, sorgeva il palasport, poi demolito definitivamente nel 1988.
Da marzo alcuni cittadini avevano notato la presenza di mezzi meccanici impegnati in sondaggi e trivellazioni. A fine maggio erano comparsi cartelli che indicavano la semina a prato dell’area. Poi, circa due settimane fa, il parco è stato recintato e chiuso al pubblico con una nuova comunicazione: ‘Area chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e precauzionali in attesa delle attività di bonifica’.
Secondo quanto riferito, la chiusura sarebbe legata a una contaminazione rilevata nelle ultime analisi: una situazione definita non pericolosa per la salute, ma comunque oltre i limiti di legge. Restano però ancora da chiarire diversi aspetti, a partire dalla natura precisa dell’inquinamento e dai risultati completi degli accertamenti.
A chiedere trasparenza è Alessandro Giungi, consigliere comunale del Pd, che ha sottolineato come il Comune non fosse stato informato preventivamente: ‘Senza curarsi di indicare né la fonte di inquinamento, né chi avrebbe svolto le analisi’. Una posizione critica che si aggiunge alle preoccupazioni già espresse sul futuro dell’area di San Siro e sul ruolo dell’amministrazione pubblica nei passaggi decisivi.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio e delicato: quello del futuro dello stadio Meazza, della possibile demolizione della ‘Scala del calcio’ e della costruzione di un nuovo impianto per Milan e Inter. Un tema che continua a dividere, tra chi guarda alla riqualificazione come a un’occasione di sviluppo e chi chiede garanzie su ambiente, legalità, memoria sportiva e tutela del quartiere.
Per ora restano le immagini della biglietteria sud abbattuta e le transenne attorno al Parco dei Capitani. Segnali concreti di un cambiamento che sembra già iniziato, ma che molti cittadini chiedono di poter seguire con informazioni chiare, tempi certi e piena trasparenza.