Magenta
Preoccupazioni per ambiente, salute, rumore e impatto paesaggistico: entro il 9 giugno i cittadini possono presentare osservazioni al progetto.
Il progetto del data center nell’area ex Novaceta continua a far discutere Magenta. Un intervento di grandi dimensioni che, nelle ultime settimane, sta richiamando l’attenzione di cittadini e realtà del territorio, preoccupati per le possibili ricadute ambientali, urbanistiche e sulla qualità della vita.
A sollevare dubbi e interrogativi è in particolare il gruppo ‘Sei di Magenta se’, che ha diffuso un appello alla cittadinanza invitando a informarsi e a presentare eventuali osservazioni entro il 9 giugno attraverso il portale ministeriale dedicato.
Al centro delle preoccupazioni ci sono diversi aspetti. Prima di tutto il consumo energetico: un’infrastruttura di questo tipo, attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, richiederebbe una potenza elettrica molto elevata, con possibili emissioni legate alla produzione dell’energia necessaria al suo funzionamento. Viene inoltre richiamato il tema dei sistemi di raffreddamento, indispensabili per mantenere operativi i server, ma anche potenzialmente responsabili di calore disperso nell’ambiente circostante.
Un altro punto evidenziato riguarda i generatori di emergenza, che entrerebbero in funzione in caso di interruzioni o instabilità dell’alimentazione elettrica e durante i test periodici. ‘Quante volte a settimana? Quante emissioni ad ogni attivazione?’, si chiedono i cittadini promotori dell’appello, chiedendo maggiore chiarezza su un tema ritenuto importante.
Non meno rilevante è l’impatto acustico e paesaggistico. Le ventole e gli impianti di raffreddamento potrebbero produrre un rumore costante, mentre la presenza di edifici alti fino a 17,50 metri, a cui si aggiungerebbero ulteriori strutture tecniche, viene considerata significativa rispetto al contesto urbano e storico della città. La vicinanza ad abitazioni, scuole, centro storico e Villa Naj Oleari è uno degli elementi che più alimenta il confronto.
Nel documento diffuso si pone anche una domanda più ampia: quale sarà il reale valore aggiunto per Magenta? A fronte delle compensazioni economiche e delle opere previste, i cittadini contrari o preoccupati chiedono di valutare con attenzione il bilancio complessivo tra benefici e possibili criticità: salute, rumore, paesaggio, svalutazione immobiliare e consumo di risorse.
Il tema, dunque, non è soltanto tecnico, ma riguarda il futuro della città e il rapporto tra sviluppo, innovazione e tutela del territorio. Da una parte la possibilità di recuperare un’area industriale dismessa e inserirla in un settore strategico come quello digitale; dall’altra la richiesta di garanzie, trasparenza e valutazioni approfondite sugli effetti concreti per chi vive nei quartieri interessati.
Per questo l’invito rivolto ai cittadini è quello di partecipare, informarsi e, se lo ritengono, inviare le proprie osservazioni entro il 9 giugno tramite SPID sul sito indicato nella documentazione ministeriale. Una scadenza importante, perché permette alla comunità di far sentire la propria voce in una fase decisiva dell’iter.